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…mi chiama e mi
dice “ti va’ di scrivere qualcosa
sulla gara di Domusnovas? Volevo pubblicare
sul sito un racconto visto dalla parte
di chi partecipava.”
Partecipare, gara, Domusnovas… mmmh!
Ci penso, uno, due, forse anche tre
secondi, volevo pensarci bene, e cosi’
dopo aver ponderato rispondo con un
pacato “Siiiiii!!”.
Eccoci qua, Domusnovas ore 10 del
mattino, gara di endurance. Ho preferito
non dormire qui in paese con gli altri.
Sospettavo finisse in roglio. Mi raccontano
la mattina che non ho avuto torto.
Si parla di epiche partite a pallone
alle 4 del mattino Cagliari contro
Sassari, l’intramontabile derby sardo.
E tutti giurano di aver vinto, vi
lascio immaginare il tasso alcolico
degli improbabili calciatori.
Arrivo direttamente alla Grotta di
San Giovanni, splendido monumento
naturale, del quale finalmente, si
rendono conto gli amministratori.
Una grotta tirata a lucido, impianto
elettrico iperilluminante, completamente
rifatto, sembra una discoteca. Certo
qualche problemino con noi arrampicatori
e il cantiere, devo ammettere che
c’e’ stato, come quando hanno tentato
di mettere una telecamera sulla sosta
di “King Kongiu” (forse per spiare
i movimenti), oppure quando, durante
i lavori, una fastidiosa sirena suonava
ogni volta ti avvicinavi a “Silvia
Baraldini”, neanche fosse la polizia
che, giustamente, cercava il chiodatore
originale. Ma tutto e’ passato, oggi
è una giornata di festa.
E sembra proprio una festa, sciami
di gente, palloncini, stando, altoparlanti
con tanto di improvvisati dj, mancano
solo i panini del caddozzone. Sembrano
tutti felici, tutti con uno spirito
del tipo “siamo qui per partecipare”,
“è solo una grande festa!”… ma sotto
sotto c’è chi medita la vittoria!
Dopo l’immancabile discorso dell’Assessore
(mancava solo la banda!) parte il
cronometro.
In tutto otto lunghe ore di estenuanti
arrampicate sotto un malvagio sole.
Otto ore d’arrampicata per cinque
o sei settori, per circa 50 o 60 vie,
dal 5 c fino al 8 a+. In gara 35 coppie
di simpatici arrampicatori. Ci sono
quasi tutti, quelli che hanno fatto
il corso un mese fa’ insieme ad arrampicatori
“storici” , ma non datati, come Fabrizio
“8 a” Dessì in coppia con Matteo “kudasai”
Marini, giovane promessa sarda. Un
inciso per questa coppia, dopo aver
passato una serata a spiegare a Flady
come funzionano le quotazioni dei
bookmakers inglesi, è crollato esanime
a terra affermando “…secondo me vincono
loro! …e adesso birra”. Ergo, i più
li consideravano come i sicuri vincitori.
Altra coppie che promettevano battaglia
erano “la minaccia del medio campidano”
Casti/Zurru, e’ stato simpatico verso
la fine della gara vedere un inossidabile
Mariano che come un indemoniato correva
da una via all’altra seguito da un
esangue Alessandro che si trascinava
solo perché legato. Da non sottovalutare
neanche un binomio ben conosciuto
come Mannias/Mondo, anche se Andrea
si presentava al via coperto da crosticine
dovute ad una delle sue simpaticissime
malattie, ma Mondo non se ne curava
e spremeva il povero Andrea come un
pompelmo, alla fine della gara un
solo commento per questa coppia: “Complimenti
per Magellano!!”
Ma ecco che ai blocchi di partenza
si presenta, inaspettata, una nuova
coppia nientepopodimenoche Marco “no
weight” Bussu con Mauro “gorillino”
Pisano, sarebbe a dire il piu forte
boulderista sardo insieme allo stritolatore
di prese per eccellenza.
Purtroppo per completare questo invidiabile
parterre di scalatori locali mancavano
gli amici nuoresi che sicuramente
avrebbero fatto penare le coppie elencate,
soprattutto la mancanza di personaggi
come Marco e Grazia o Matteo Cara
si e’ fatta sentire…
Ma torniamo alla “gara”, al via tutti
sciamano da una parte all’altra della
grotta. In effetti, anche quelli che
partecipavano con uno spirito alla
“volemose bene” ci tengono a non fare
una brutta figura… a parte la Coppia
(con la ci maiuscola non a caso) Giorgio
“eleganza” Caddeo insieme a “topolina”
Sabrina, infatti Giorgio più che uno
scalatore sembra un imbonitore, sapete
un po’ come quelli che, nel vecchio
west, vendevano le pozioni per guarire
tutti i mali. Accoglie tutti gli amici
che arrivano a vedere la manifestazione,
scambia battute e chiacchiere un po’
con tutti e posa pure per i fotografi
del concorso. Ha colto in pieno lo
spirito di happening della manifestazione.
Intanto, mentre i partecipanti stanno
in fila d’avanti alle vie, manco fossero
le casse della Città Mercato, si sente
di incredibili coppie come Larcher/Manolo
che si godono, sopra un pubblico estasiato,
la prima ripetizione di Rock Bottom
a vista. Mi sembra di vedere e sentire
i signori anziani del paese che guardandoli
dicono: “…eia anche noi quando eravamone
giovani ce ne arrampicavamo di li’…”
Si sussurra anche della “strana coppia”
Svab/Sarti che corre da una parte
all’altra della grotta per evitare
l’inviperita mugliera dell’Erik che
urla “anniversariooooooo!!”.
Insomma il giorno scorre allegro sotto
un sole da deserto magrebino e dopo
una dura giornata di scalata, dopo
un’incredibile bagno di folla, la
gara finisce.
Come da copione vince la coppia Bussu/Pisano,
ma non è certo la vittoria che conta.
Mi voglio permettere un “…chi ha vinto
veramente è stata l’arrampicata”,
che potrebbe suonare scontato e retorico,
ma questa volta è stato veramente
così. Tutti ci siamo divertiti, ci
siamo fatti ammirare, abbiamo goduto
della presenza di scalatori che per
molti di noi sono leggende, abbiamo
passato una giornata diversa e divertente,
tutti insieme senza polemiche di gradi,
vie, movimenti e discussioni.
Giornata che spero si ripeta al più
presto, magari ad Isili o a Cala Gonone,
un’altra occasione per stare tutti
insieme a divertirci arrampicando.
ballakano
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