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  17 - Magellano (7c) 30 m
 
 

Chiodata da: Maurizio Oviglia
prima rotpuntk: Maurizio Oviglia, dicembre 1997
prima ripetizione: probabile Fabrizio Dessì
prima salita on sight: Martina Cufar, gennaio 2004
prima rotpuntk femminile: Martina Cufar, gennaio 2004

Questa via, da considerarsi una delle più belle del sud Sardegna, è il risultato di vari concatenamenti, che alla fine hanno prodotto una linea logica e naturale, che da subito il suo chiodatore non aveva intuito. Si tratta di un grande diedro aperto e strapiombante, molto spettacolare, che offre un’arrampicata molto tecnica e varia. Attualmente la via termina (e la gran parte dei ripetitori sceglie di scendere qui) dopo circa 30 m, ma è possibile terminare con l’ultima sezione, chiamata “Leon” (7c+/8a), completando degnamente la via. In questo caso la lunghezza del tiro supera i 35 m.
Magellano inizia con Penelope (7b), uno dei classici della Ruota del Tempo. Invece di passare la catena si prosegue nel diedro, con un paio di movimenti molto particolari e tecnici (originariamente questa parte era di Woodstock ed era molto temuta). Acchiappate le canne ci si riposa al meglio e si affronta una sezione atletica più facile ma molto spettacolare. Si arriva dunque al passaggio finale (7a) tecnico e di dita, prima del quale non è possibile riposare in modo accettabile. A questo punto, senza passare la catena, è possibile finire a destra per le canne strapiombanti di Engaku Taino (8a/8a+).
Negli ultimi due anni Magellano ha conosciuto diverse ripetizioni e sta cominciando a divenire un classico dell’alta difficoltà, giustamente rinomato per la bellezza e la gran varietà dei suoi movimenti più che per la sua roccia.

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