E c’è una via in particolare che vorresti entrasse nel tuo già ricco palmares?

In questo momento ti risponderei il tetto di Rock Bottom, alla Grotta di Domusnovas. Mi sono piaciuti i movimenti quando ho visto provarla da Bubu e Grazia Fenu, lo scorso maggio. Per me, come per Maurizio, che ha fatto la prima libera, sarà sicuramente una battaglia contro le proprie attitudini, dato che si tratta di un tetto di 7 m in discesa, non proprio una placca!
Ma vorrei dire che scelgo una via da provare in base all’estetica e non al grado. Se così non fosse perché dovrei sudare per fare un 7c quando ho già fatto l’8a?
Più che una via mi piacerebbe riuscire a dominare una certa difficoltà (che per me si aggira sul 7a), in modo da affrontarla anche su vie lunghe in montagna, dove lo spit non è proprio vicino ed è meglio per te salire a vista! Ma questo è un progetto per il futuro, è gioco forza aspettare che le mie bimbe crescano per avere il tempo di dedicarsi a queste vie.


Si parla talvolta degli aspetti mentali legati all’arrampicata e alla realizzazione delle vie al limite: certamente la concentrazione e la determinazione concorrono in misura notevole. Come pensi sia possibile allenare queste qualità?

Credo che sia una questione di esperienza, che in parte è allenabile, ma che dipende in fondo dal tuo carattere, e da come affronti le cose, anche nella vita di tutti i giorni. Spesso sono proprio le barriere mentali a frenarti e ad impedirti di riuscire. Sicuramente queste qualità ti permettono di utilizzare al massimo le tue risorse ma, per i miracoli, non sono ancora attrezzata...



Quali credi che siano quegli aspetti del carattere di una persona che risultano più utili nell’arrampicata? Competitività, ostinazione, equilibrio interiore possono portare al successo?

Sono tutti aspetti che possono agire differentemente sulle persone, perché, per fortuna, non siamo tutti uguali. C’è chi si sente stimolato dalla competitività, che io personalmente non sento, perché vivo l’arrampicata a livello molto individuale e sono in gara con me stessa più che con gli altri…
Personalmente riesco a dare il massimo quando sono serena, meglio ancora in vacanza, piuttosto che quando sono immersa nello stress della vita quotidiana. Per me dunque l’equilibrio interiore e la determinazione sono importanti per il successo, mentre la competitività si traduce in stress, e dunque agisce negativamente su di me.


Cecilia a 5500 m, nel gruppo del Dhaulagiri (Nepal)