Beh, pare proprio che la calda estate sarda non ti abbia per nulla indebolito... tra le ultime vie che hai realizzato,  quale ti ha dato maggiore soddisfazione?

Sicuramente Tramonto Rosso, perché pensavo di non riuscire a salirla, dato che alcune prese mi sembravano inizialmente irraggiungibili. Ho dovuto lavorare molto per trovare la soluzione dell’ultimo passaggio duro! Alla fine, utilizzando per la mano destra un appoggio che gli altri utilizzavano per i piedi, microgoccia appuntita che ogni volta mi bucava l’indice, sono arrivata alla soluzione del rebus. Inoltre Tramonto Rosso è proprio una bellissima linea e mi ha colpito l’estetica della placca e sono pertanto felice di averla nel mio palmares.



Trattandosi di vie in placca verticale, tecniche e di dita, quali sono i requisiti fondamentali per venire a capo di itinerari così difficili? E’ solo una questione di forza fisica o credi sia necessaria anche qualche altra qualità?

E’ importante la forza fisica, e ancor più quella di dita. Ma per questo tipo di itinerari ritengo sia fondamentale una certa esperienza acquisita in tanti anni di arrampicata, ed una buona capacità tecnica. Credo inoltre che in questo tipo di vie serva una grande determinazione e la consapevolezza di trovarsi spesso in posizioni assai precarie, anche per i moschettonaggi.


Su una via del Gruppo del Gran Paradiso (Foto M. Oviglia)