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Alessandro è un arrampicatore
cagliaritano che ha seguito un percorso
individuale assai interessante. Ha iniziato
a scalare più di 10 anni fa, poi ha smesso
e si è dedicato all’azienda (tra tanti climber
spiantati, ecco finalmente un “giovane imprenditore”!)per
diversi anni, quindi ha ricominciato da
poco con una partenza degna della Formula
Uno.
Ciò che colpisce in Sandro è soprattutto
l’entusiasmo, che sfiora spesso gli eccessi,
ma che proprio per questo lo rende più simpatico
di tanti climber misurati nei sorrisi e
nelle parole (e in fondo un poco tristi),
che siamo abituati ad incontrare sotto le
falesie alla moda. Con un escalation impressionante
Sandro è passato dunque dal 3b al 7b in
meno di un anno, anche se qualche diavoletto
insinua che con quel 7b abbia pescato “il
jolly della vita”.
Per dimostrare che queste cose non lo toccano
minimamente e lui “vola alto”…Sandro sta
lavorando un bellissimo e confermatissimo
7c, sicuramente perché ha scoperto che nel
mazzo delle carte della vita i jolly sono
almeno due!
In bocca al lupo!

Un disco?
Dischi ce ne sono tanti, dipende dagli stati
d'animo, dai momenti.
Amo tutta la musica che mi suscita emozione,
dai tanghi di Astor Piazolla, alle ballate
rock padane di Ligabue, le liriche di un
Dylan d’annata, la grinta dei Red Hot Chili
Peppers, attraverso la musica classica fino
a tornare alle canzoni dei cartoni animati
che cantavo da piccolo ( e che ancora mi
ritrovo a cantare, magari su qualche via
lunga!)
Un film?
Natural Born Killers, un pugno
nello stomaco, quasi un calcio nelle palle.
Sorretto da una colonna sonora strepitosa
con due perle di Leonard Cohen da antologia.
Un film che può piacere o no ma di certo
non lascia indifferenti.
E uno scrittore?
I libri come la musica. Compro
e leggo di tutto. A volte compro e non riesco
a leggere... ho tanti di quei libri da iniziare.
Ma va bene così mi fanno compagnia. Li lascio
ammucchiati in tutti gli angoli della casa,
sul letto, sopra la lavatrice nel bagno,
spesso più che leggerli li immagino.
Quando hai conosciuto
la scalata?
1992 frequentavo l'universita' e vidi in
bacheca una locandina di un corso d’arrampicata
organizzato da Artrek.
Iniziai cosi' con la premiata e tanto discussa
ditta Piras&Bigozzi, e furono bei giorni.
E qual’è stata
la scintilla?
La scintilla? La scintilla è scoccata quando
sono arrivato alla catena di Rosa Fumetto,
durante il corso.
Sono arrivato li su' mi sono girato, ho
guardato intorno, ho abbassato lo sguardo
e... e ho iniziato a vivere.
Esiste una falesia
dei tuoi sogni?
Tutte le falesie sono nei miei
sogni. Le falesie, le grandi pareti, i massi
del boulder... questi sono i miei sogni!
Uno di questi, il più grande, il più stimolante
e' lontano, in una montagna degli Stati
Uniti un sogno alto mille metri, una leggenda,
un posto che chiunque ami veramente l'arrampicata
non può non sognare... El Capitan.
E quella invece
dove vai di solito?
Di solito, i miei amici, mi portano a giocare
dalle parti di Domusnovas, La Ruota del
Tempo, Canneland, Isili, Punta Pilocca.
Punta Pilocca ha per me un fascino particolare,
personalmente la considero come una cattedrale
dell'arrampicata. Ci sono tornato lo scorso
anno dopo una "pausa" di otto anni!! Ti
giuro avevo le lacrime agli occhi...
Un traguardo?
Non ho traguardi. Un traguardo
e' la fine di un avventura, la fine di una
scalata, la fine di un sogno, e io voglio
che queste cose non finiscano mai. Certo...
mi piacerebbe scalare bene... ma ci sto'
lavorando!!!
Un mito dell’arrampicata?
non ci sono miti, ci sono sono
persone straordinarie con i loro pregi e
i loro difetti, persone da ascoltare e dalle
quali imparare. Credo che chiunque abbia
questa passione nel cuore sia un mito.
Che importanza
ha l’amicizia in arrampicata?
e' importante, certe volte fondamentale.
e' come un ottimo piatto accompagnato da
un superbo vino.
Rende tutto piu bello. Ho la fortuna di
arrampicare con belle persone, che mi sopportano
e che mi fanno stare bene.
Ho arrampicato e arrampico con tanti compagni
e con quasi tutti sono stato bene e ho imparato
qualcosa... gli insegnamenti di Marcello,
la bravura di Fabrizio, la grinta di Mauro,
l'eleganza di Giorgio, la passione e la
paura di una Topolina, la simpatia strabordante
di Marco, l'amicizia di Luca e Sandro, le
dritte di Maurizio (che ho imparato a prendere
con riserva!!! ... come quella volta che
mi disse: "vai, vai! e' asciutta, ci sono
passato anche io!!!").... loro e tantissimi
altri mi hanno dato e mi danno ogni volta
qualche cosa in piu'.
Ti senti di rischiare
più che nella vita di tutti i giorni ?
Ma sei mai salito in moto con
me?!?!? Quello si che e' rischiare la vita.
Naturalmente vorrei tranqullizzare quelli
che salgono in moto con me, rischio solo
quando sono da solo... ma perche io sono
immortale!!
In confronto alla moto quando arrampico
sono in una botte di ferro. ma d'altra parte
l'adrenalina e' il sale della vita.
Quanto è importante
per te sentirsi fisicamente in forma?
fondamentale, nell'arrampicata
come nella vita. quando sei in forma affronti
la vita in un altro modo la vivi di petto.
Se smettessi di
scalare faresti…
cosi su due piedi mi sparerei. comunque
mi e' gia capitato circa otto nove anni
fa', stetti male e mi dissero che non avrei
piu potuto scalare. Ricordo ancora cosa
provai quando la dottoressa, in una stanzetta
grigia e con poca luce, mi disse quelle
parole. Fu come una sentenza di condanna
a morte, rimasi impietrito, non riuscii
neanche a rispondere... ho smesso per un
lungo periodo ma ora... ora sono tornato
e non credo andro piu via. Ho passato tutto
quel tempo nel ricordo di questo vecchio
amore di questa passione, sepolta nei ricordi,
nel grasso e nella pigrizia... ma adesso,
adesso gente si scala!
Che cosa ami di
più della Sardegna?
cosa amo di più della Sardegna?
E' la mia casa, e' la mia terra. E stata
la casa e la terra dei miei genitori, dei
miei nonni e dei miei avi. La mia esistenza
e' inscindibile da questa isola. Io sono
sardo.
E cosa detesti?
detesto l'indolenza della nostra classe
politica, che poi e' l'indolenza tipica
dei sardi... il sedersi sul muretto del
proprio orto e aspettare che piova, magari
bestemmiando con invidia il vicino che si
e' fatto il pozzo.
Vorresti vivere
e scalare altrove?
vivere altrove credo mai, ma scalare...
io cercherò di scalare ovunque. C'e' un
mondo fuori da quest’isola, un mondo di
roccia, di persone da conoscere, strade
da percorrere...
Secondo te gli
arrampicatori sardi sono?
pochi, troppo pochi perché ci
possa essere un deciso innalzamento del
livello d’arrampicata. Pero proprio per
questo motivo i pochi “forti” che abbiamo,
sono da ammirare per la loro volontà di
crescere nonostante la mancanza di stimoli,
di competizione. E’ la dimostrazione che
questi nostri pochi amano davvero arrampicare
e progredire. Li ammiro.
Ti piace la concezione
attuale della scalata?
se per concezione attuale intendi la rivalutazione
del limite psicologico su quello fisico...
beh si' la trovo molto stimolante, le vie
lunghe in stile trad, autoprottegendosi,
l'hard grit inglese, mi affascinano e sono
pianeti che voglio esplorare... pero' a
proposito di impatto psicologico chiedimi
cosa provo quando sono su Barbari e Bar
e nel vuoto, lancio i piedi verso la canna....
paura!!!!
E le gare?
le gare... le gare sono divertenti,
ne ho fatta una solo quest'anno... giusto
per stare in mezzo ad altri amici che arrampicano.
Comunque non sono il mio fine. La gara per
me e' solo con me stesso, con le mie paure
e con i miei limiti fisici. Paure e limiti
da portare sempre un po piu su', combattendo
e dannandosi per superarle e gioire quando
accade...
Ma
in fondo cos’è per te arrampicare?
questa e' la domanda! che cos'e' arrampicare?
vivere!
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