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Anni fa, attrezzando
una nuova via a Jerzu, la chiamai
“Astro nascente”, dedicandola
al giovane Marco Bussu. Allora non
faceva che il 6b, ed una tecnica a
dir poco approssimativa, ma si vedeva
che di passione ed entusiasmo ne aveva
da vendere e che sicuramente lo avrebbe
fatto fruttare al meglio. Può
darsi che a portarlo alle alte sfere
dell’8 siano stati i mesi sul
pannello a girare come un criceto,
come dicon tutti, oppure, più
semplicemente, questo suo incredibile
entusiasmo che mette nelle cose che
fa. Fatto sta che oggi Marco è
una realtà nel piccolo mondo
dell’arrampicata isolana, e
sicuramente un punto di riferimento
per i giovani che ora iniziano. Soprannominato
“no weight”, per le sue
caretteristiche fisiche, che lo fanno
assomigliare ad una piuma, Marco si
è dato da fare soprattutto
con il bouldering, ma non ha trascurato
la falesia. In quest’ultima
non ha solo ripetuto alla ricerca
del grado e della prestazione, ma
ha liberato anche diversi progetti
che attendevano da anni, via via maturando
come arrampicatore ma anche come uomo.
Un
disco?
Non c'è un cantante o un
solo genere musicale che mi piaccia
in assoluto, ascolto tutta la
musica che "passano"
in radio, da quella italiana alla
musica "house" che martellano
nei locali del sabato notte.
Un film?
Adoro i film d'azione,
anche quelli un pò estremizzati
della serie di J.Bond 007e naturalmente
il suo ultimo "La morte può
attendere", mi piacciono
anche i film drammatici e se ti
devo dare un titolo; "Fuga
di mezzanotte", e i film
commedia. L' unico mio problema
e che mi commuovo troppo facilmente,
sempre, sai quante figure di merda
al cinema, una volte accese le
luci... |
Marco
Bussu e Fred Nicole
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E
uno scrittore?
Non ne ho uno in particolare
da citare, mi piace sopratutto leggere
libri di genere sociologico, li pesco
dalla libreria di mio padre che è
infinita... Comunque l'ultimo libro
che ho letto è il "manuale
di uso e manutenzione della moto",
dovevo indurire le sospensioni...!
Quando hai
conosciuto la scalata?
Ero molto, molto piccolo. I mie genitori
sono originari del nuorese, mia madre
è di Sarule e le lunghe estati
della mia infanzia le ricordo solo
lì, passate in un piccolo paesino
con tante salite e discese, le strade
strette e sempre bagnate dell'acqua,
con l'odore di varechina, di chi lavava
"sas cortes"(i cortili).
Oltre ad andare a comprare le figurine
dei calciatori, a rubare le mele dagli
alberi in campagna e a cavalcare gli
asini lasciati allo stato brado nei
terreni, di nascosto dai padroni,
una tappa fissa la facevo sempre a
"Gurrai", così si
chiama la zona che si trova all'uscita
di Sarule, verso Orani dove ora si
sviluppa uno dei settori boulder più
conosciuti in Sardegna.
Ero troppo affascinato dall'immensità
di quei blocchi di granito, ricordo
ancora che giocavo a scalarli, mi
sembravano delle grandi pareti, ma
forse solo perchè io ero piccolino,
e al calar del sole ecco mio fratello
che come sempre veniva a cercarmi,
mandato chiaramente da una madre preoccupata.
Sapevano dove trovarmi...
Oggi, ho capito che tanti anni fa
cercavo di fare bouldering.
E qual’è
stata la scintilla?
La scintilla mi ha fatto esplodere
a 15 anni, quando ho fatto la prima
vera arrampicata con la corda.
Un giorno, infogatto di brutto, dopo
aver letto il libro "Corso di
arrampicata in 10 lezioni" (praticamente
non ci avevo capito nulla, ma le foto
mi piacevano!) di Paolo Paci con in
copertina Renato Da pozzo su Capolinea
8a, slegato (diseducativo al massimo!),
ho preso i miei risparmi, una lista
di ciò che avrei dovuto comprare
e sono partito a Cagliari in treno,
da solo, per andare a comprarmi l'attrezzatura
d'arrampicata. Sfortunatamente avevo
sentito parlare di un solo negozio.
Si trattava di quel fettente e pacchista
dello "Sportivendolo", meno
male che ha chiuso altrimenti oggi
gliene avrei dette quattro...
Dopo essermi presentato con la lista
del materiale da comprare il titolare,
notando la mia totale inesperienza,
anziche darmi dei consigli sinceri
sui miei imminenti acquisti mi diede
praticamente tutto ciò che
io avevo scritto.
Cioè: Scarpette, le "Mega"
della Sportiva, bellissime, imbraco,
discensore a 8, sacchetto magnesio,
2!! rinvii, 5!!! spit!!!!! una sosta!!!
e un pianta spit!!!!!. Quella sosta,
gli spit e quel pianta spit non li
ho mai usati....
Tornato ad Oristano andai in ferramenta
a comprare 30 metri di corda!! La
chiesi più colorata possibbile...
Con tutta questa bella attrezzatura
conobbi Luciano Canu, il primo arrampicatore
oristanese, che mi fece arrampicare
per la prima volta a Santa Caterina
di Pittinuri.
Fu un'esperienza indimenticabile,
dietro di me, le onde del mare si
infrangevano alla base della via,
era molto emozionante. La via era
un 5c, la feci flash (urlando margineeee!!!!!)
e Luciano mi chiese: ma sei sicuro
che è la prima volta che arrampichi?
La mia bellissima corda finì
nelle mani di mio padre che la usò
per trainare la nostra vecchia Renault
6.
Esiste una
falesia dei tuoi sogni?
No, mi piacciono tutte,
tutte quelle sulle quali ho scalato
e tutte quelle che per ora ho solo
visto in fotografia!
Chiaramente sogno di andare in posti
come Thailandia, mi piace scalare
sopratutto sulle falesie che stanno
sul mare. Infatti alcuni settori di
Domusnovas, o di Isili li considero
palestre di roccia da prestazione,
lo capisci quando arrivato in catena,
ti giri e vedi le macchine che passano
sotto...
E quella
invece dove vai di solito?
Non mi piace fossilizzarmi in una
sola falesia, di solito giro, ameno
che non debba lavorare un tiro, allora
è una cosa che mi impongo di
fare, tornare e ritornare. Se però
vedo che sono lontano dal chiuderlo
stacco per un pò, per poi tornarci.
Un traguardo?
I traguardi che avevo
quando ho incominciato, li ho man
mano raggiunti, e ciò mi ha
permesso di gioire al massimo, volta
per volta, realizzandomi. I miei traguardi
di solito avanzano di mezzo grado
del livello che ho in quel momento,
così è più facile
raggiungerli nò... a piccoli
passi, come in una scalata!
Un mito dell’arrampicata?
...la risposta è
ovvia: Manolo, nei miei pensieri c'era
solo lui, un mito che per me lo è
tutt'ora, basta pensare che molte
delle sue vie, oggi sono ancora irripetute.
Quando scalavo le prime volte, pensavo
sempre e solo a lui e alla pubblicità
della Sector, e quando l'ho conosciuto
avevo realizzato un sogno. Ma lo sai
quanto ho desiderato quei panta collant
bianchi a "puà" (non
si scrive così) neri che lui
usava nella pubblicità!!!??Oggi
non li metterei mai...
Che importanza
ha l’amicizia in arrampicata?
Tanto, e se è vera,
tutto!
Purtroppo io ho difficoltà
a credere in questo valore, o meglio,
credo che l'amicizia esiste, ma se
non dura in eterno, non è amicizia
vera! Ho sempre cercato di dare tutto
o troppo a chi si meritava poco, rimanedo
poi deluso. Chiaramente quando io
offro la mia sincerità ad una
persona, vorrei essere ricambiato
con la sua. Ora la vivo in maniera
diversa, dò il possibbile,
ma non mi aspetto niente dagli altri,
cosi non potranno deludermi...
Ma fortunatamente nel mondo dell'arrampicata
l'amicizia è saldata maggiormente
dalla passione che si ha in comune
Ti senti
di rischiare più che nella vita di
tutti i giorni ?
Maurizio ma scherzi...???!!!
Hai mai mai sentito parlare di SUPERMOTARD???
Io ne posseggo una!
Sono moto da cross, potenziate e alleggerite
all'inverosimile, che montano cerchioni
e pneumatici da strada per girare
su piste asfaltate, solitamente circuiti
per go-cart. Ti assicuro che quando
affronto una "staccata"
(staccata= trattasi di frenata estrema
con conseguente perdita di aderenza
del retrotreno) a 160 km/h e imbocco
la curva a "gomito" in fondo
al rettilineo, in piena derapata controllata,
l'adrenalina si fa sentire più
del fischio che emette la gomma posteriore...!
Non'è un gioco da ragazzi,
se cado assaggio l'asfalto, qui il
peccato si paga!
Non ho mica una corda che mi tiene!!!
Quanto è
importante per te sentirsi fisicamente
in forma?
E' importante al 70% ,
al top ti porta la tua mente, la convinzione
psicologica del momento è tutto.
Quando parto da casa per andare a
scalare o per fare una gara, mi capita
a volte di non sentirmi in forma fisicamente,
ma poi quando mi riscaldo e incomincio
a focalizzare il mio obbietivo, se
so di avere le capacità per
farlo, lo ottengo. Ma solo se ci ho
creduto fino in fondo. Mi è
successo...
Se smettessi
di scalare faresti…
Non so se smetterò di scalare,
magari un giorno scalerò di
meno...
Nei miei progetti ci sono le gare
di supermotard, e un rally in Tunisia
che sto organizzando proprio in questi
giorni e poi c'è sempre l'altra
mia grande passione: il mare e la
pesca subaquea.
Che cosa
ami di più della Sardegna?
Amo vederla selvaggia,
sotto alcuni aspetti ancora inesplorata,
amo scoprire le sue bellezze, amo
descriverla e raccontarla, amo il
mare, la montagna inevitabilmente
e la sua gente, sopratutto quella
che incontro nel Supramonte, quella
vera, quella con cui non devi scendere
a compromessi perchè la tradizione
decide...la amo in tutto.
E cosa detesti?
Detesto i sardi che negano le proprie
origini. Quelli che fanno finta di
non capire il dialetto sardo, o quelli
che si vergognano di esprimersi in
sardo e detesto chiaramente chi non
rispetta la natura.
Vorresti
vivere e scalare altrove?
No assolutamente no.
Prima sognavo di vivere e scalare
in Francia, come se in Francia si
vive solo di pane e prese... poi il
trip della Spagna, poi Yosemite, poi
ho capito che questi sono i flash
che tutti gli arrampicatori hanno
avuto, e alla fine più giro
e scalo altrove e più capisco
quanto sono fortunato a vivere e a
scalare in Sardegna.
Niente autostrade, niente caselli,
niente nebbia, solo mare sole e tempo
libero! ohh... “pittica sa vigara”
(“oh, che figata”, da
intendersi nel senso di “grande
bellezza”, ndr)!
Secondo te
gli arrampicatori sardi sono?
Sono tutti veri appassionati
dell'arrampicata, anche se a volte
poco stimolati. Ognuno interpreta
un ruolo, il buono, il cattivo, il
bravo il meno bravo, il simpatico,
l'altruista, il rompi palle... mi
piace scalare con tutti, ma con tutti
messi assieme ehh!!, come capita a
volte ad Urania. Mi piace scalare
quando c'è casino e quando
faccio casino, io in falesia mi voglio
divertire non solo arrampicando...
Ti piace
la concezione attuale della scalata?
Non tanto, ormai c'è troppa
confusione!
Per esempio, una cosa che non capisco
è che ognuno si inventa e spesso
modifica la propria scala di difficoltà:
scala Francese, scala U.S.A., scala
GB, scala AUS, scala DDR e chissa
quante altre ne stanno ancora inventando!
Ma per Dio.. nel mondo ci parliamo
con lingue diverse, e ora dobbiamo
anche incasinarci con le scale di
difficoltà! Ultimamente anche
nel bouldering, ognuno si inventa
la sua.
Come se dare il grado ad una via o
ad un blocco fosse una cosa semplice!!!
Oggi l'arrampicata ha troppe "regole",
troppi schemi da seguire, e mi riferisco
all'arrampicata su roccia, non alle
competizioni su resina, dove le regole
è chiaro che debbano esistere!!
L'avrei voluta vivere ai tempi di
Patrick Edlinger quando si scalava
per scalare..., almeno da quello che
leggo sembravano i tempi migliori,
forse perchè c'era ancora qualcosa
da scoprire...
E le gare?
Le gare, la competizione,
tutto l'agonismo fanno parte del mio
spirito. Sono cresciuto praticando
il Karatè a livello agonistico,
e la Domenica sempre in gara, nel
Karatè se non ne dai, ne prendi...
ed è per questo che nella vita
ho imparato a tenere la guardia alta!
Naturalmente accettando le sconfitte.
Dunque le gare di arrampicata mi piacciono
molto e un altro mio piccolo sogno
realizzato è stato quello di
fare le gare di coppa del mondo. Ho
conosciuto tanta gente, e ho avuto
modo di confrontarmi. Sono esperienze
che mi hanno arricchito e migliorato,
ma sopratutto divertito. Purtroppo
fare un intero circuito di gare nel
"continente", per un sardo
è un investimento economico
non indifferente, in parole povere
è una pazzia!
Ma in fondo
cos’è per te arrampicare?
E' tanto..., ma non tutto...
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