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Chi avrà conosciuto
Luca lo ricorderà soprattutto
come organizzatore delle gare di boulder
e dei meeting di arrampicata, come
ad esempio Jerzu 2000.” L’omino
col computer” è però
anche un ottimo arrampicatore con
le idee assai chiare su come è
e come dovrebbe essere l’arrampicata
isolana. Non a caso dunque è
stato uno dei pochi che si è
rimboccato le maniche per cercare
di fare qualcosa, soprattutto a livello
di promozione. Luca è stato
infatti uno dei primi a dialogare
con gli enti locali e a cercare di
far capire loro che “esistiamo”,
spiegando quanto potrebbe essere importante
l’arrampicata per lo sviluppo
del turismo alternativo in Sardegna.
Tutto questo è un compito assai
difficile, forse più duro che
fare un 8b, per questo tutti dovremo
ringraziare anche un po’ Luca
se un domani, forse, qualcuno lassù
si accorgerà di noi…

Un disco?
I dischi degli anni ottanta o meglio
la musica che mi piaceva in quel periodo,
sicuramente Sign'o' the Times di Prince,
Rattle and Hum degli U2 e It takes
a nation of … dei Public Enemy,
bè qualcosa anche degli Iron
maiden…dai anche un po’
di Vasco Rossi; in effetti ora che
ci penso ascoltavo un bel po’
di musica al liceo.
Un film?
Non sono un appassionatissimo
di cinema, ma sicuramente tutti i
film di Kubrick e di Salvatores, con
menzione speciale per “I cento
passi” che mi ha fatto accapponare
la pelle…dovrebbero darlo nelle
scuole.
E uno scrittore?
Hummm…trovato! Maurizio
Oviglia! Lo conosci? In effetti leggo
i libri che mi passa mia moglie, ora
sto leggendo “passavamo sulla
terra leggeri” di Atzeni, in
genere non amo i romanzi, ho letto
vari libri di montagna, ma sono molto
attratto dalla filosofia solo che
non ho mai abbastanza tempo…
Quando hai
conosciuto la scalata?
Purtroppo da grande, ero all’ultimo
anno di università, e per puro
caso. Venivo da dieci anni di moto
fuoristrada, prima enduro poi motocross,
ed avevo dovuto vendere la moto per
varie questioni; dopo due mesi senza
uscite domenicali ero vicino all’esaurimento
nervoso. Un mio amico (che aveva fatto
Orbisi e Pentumas in un mini corso
di canyoning) mi disse che esistevano
dei corsi di arrampicata, per farla
breve ho fatto un pseudo-corso con
Flavio Pala ed ho iniziato subito
ad uscire su roccia dove mi sono trovato
molto a mio agio. Dopo una settimana
ero completamente preso dalla scalata…
scappavo dalla droga della moto e
sono caduto nel tunnel dell’arrampicata!
E qual’è
stata la scintilla?
Nessuna scintilla, solo amore a prima
vista. Ho toccato la prima volta le
prese in palestra ed ho capito che
il gioco mi piaceva e sono rimasto.
In più la cosa mi veniva abbastanza
facile e quindi ero più motivato
a continuare, non lo trovavo molto
dissimile dal motocross: il rischio
e l’adrenalina sono simili (ma
nel cross non hai la corda), la “ghisa”
alle braccia è uguale, imparare
un circuito, le marce, le staccate,
etc è più o meno come
lavorare una via; ma sicuramente ciò
che mi colpito maggiormente sono movimenti
che si fanno sulla roccia soprattutto
sul verticale simili a passi di danza…
Esiste una
falesia dei tuoi sogni?
Noi Sardi siamo fortunati,
le falesie dei nostri sogni spesso
coincidono con quelle dove andiamo
ad arrampicare, sono sicuramente tra
le meglio attrezzate e tra le più
belle al mondo, in più si arrampicata
praticamente tutto l’anno e
su qualsiasi stile…difficile
pretendere di più. Comunque
mi piace molto il muro un po’
strapiombante ondulato tipo “technicolor”
possibilmente in ambiente solare,
stile per molti ma non per tutti…
Sicuramente mi piacerebbe avere più
tempo per scalare qui da noi e per
fare dei viaggi in falesie all’estero,
chissà in futuro…
E quella
invece dove vai di solito?
In passato ho trascorso parecchio
tempo a Punta Pilocca che reputo essere
uno degli anfiteatri rocciosi più
belli dell’isola e forse d’Italia,
in questi ultimi anni vado spesso
alla Ruota del tempo che è
un ottimo compromesso tra distanza
da casa, qualità delle vie
e lunghezza degli itinerari e poi
ci sono tante di quelle vie dure che
ci vuole una vita per provarle tutte!
Un traguardo?
Mentirei spudoratamente
se dicessi che il grado non mi interessa,
sicuramente il traguardo è
quello di poter chiudere delle vie
di grado 8 ed alzare il più
possibile il livello a vista e di
essere eclettico, blocchi, vie lunghe,
chiodare, etc. Ma il vero traguardo
è legato alla mia organizzazione
della vita, che mi consenta di fare
questa attività, di promuoverla
in Sardegna ed all’estero, di
fare vero sviluppo locale basandosi
sulle potenzialità del territorio
senza che si superi la sua capacità
di carico (vedi Cala luna in agosto,
bleah!), per un geologo innamorato
della propria terra è una bella
sfida.
Tutte le attività che ho ideato
e portato avanti in questi anni (con
il grandissimo aiuto di tutti quelli
che ci hanno creduto ed in special
modo Flady, Giovanna e anche il tuo)
dalla palestra indoor alle gare, le
manifestazioni, i corsi, etc., costituiscono
tutte le fondamenta di questo discorso.
Le difficoltà sono molte perché
le amministrazioni non sono pronte
ed i giovani stessi fanno fatica a
capire le potenzialità del
proprio territorio, ma io continuo
a crederci molto e sono convinto che
sia la strada da percorrere…
prima che arrivi qualcuno da fuori
a decidere come sfruttare la nostra
isola. Mi sa che sto parlando troppo!
Un mito dell’arrampicata?
Alex Huber, per me rappresenta
una sintesi eccellente. Forte in assoluto,
spesso innovativo e slegato dai vari
circuiti, fa quello che gli piace
e quando decide lui, grande. Ma ovviamente
anche Francois Legrand, Lynn Hill,
il nostro Brenna che hanno saputo
prendere il treno delle competizioni
senza tralasciare la roccia.
Che importanza
ha l’amicizia in arrampicata?
Amore, amicizia e lealtà
sono imperativi assoluti in qualsiasi
contesto, ma dato che si arrampica
per piacere stare in un ambiente di
amici è fondamentale.
Nel nostro gruppo, dove la palestra
Nuovi Equilibri fa da punto di riferimento,
penso che la maggior parte degli iscritti
vengano per una questione di amicizia,
perché ci si diverte, si scambiano
opinioni, ci si aiuta a vicenda, ci
si motiva, penso sia molto più
importante degli allenamenti; poi
spesso si cena insieme, si va a scalare
ed in vacanza insieme…non credo
sia poco.
Devo ringraziare ancora Giovanna e
Flady con cui abbiamo ormai un rapporto
simbiotico, organizziamo tutto insieme
e nonostante le difficoltà
incontrate negli anni la nostra motivazione
cresce.
Ora Nuovi Equilibri fa un passo in
avanti e tra poco sarà una
società di servizi per il turismo
ambientale, cercheremmo di mettere
a frutto l’esperienza accumulata
negli anni mettendo in rete gli operatori
sardi delle varie attività
outdoor per offrire escursioni al
mercato nazionale ed estero. Auguri.
Grazie!
Ti senti
di rischiare più che nella vita di
tutti i giorni ?
Direi proprio di no. Anzi
penso proprio sia quella dove rischio
meno.
Quanto è
importante per te sentirsi fisicamente
in forma?
In teoria è molto
importante, in pratica non sono quasi
mai in forma fisicamente infatti mi
faccio spesso male: dita, bicipiti,
schiena; sicuramente spingo di più
di quanto il fisico potrebbe sopportare,
ma non ho alternative… magari
nella prossima vita mi organizzo un
po’ meglio. In realtà
l’aspetto psicologico è
tutto, se la testa dice di andare
il fisico và (con dei limiti
naturalmente) anche se non è
al 100% e meno male…
Se smettessi
di scalare faresti…
Probabilmente rimarrei nel giro con
attività similari tipo speleologia,
canyon, oppure tornerei alle moto…hanno
fatto anche una nuova pista…
Che cosa
ami di più della Sardegna?
Sicuramente la sua natura.
La sua varietà di ambienti,
ma anche le tradizioni e una certa
forma di lealtà che resiste.
E cosa detesti?
La classe politica sicuramente una
delle più immobili, arroganti
ed ignoranti d’Italia e poi
la nostra scarsa o nulla capacità
di collaborazione, di cooperazione,
le invidie; o la nostra generazione
riuscirà a dare una svolta
o la vedo male per i nostri figli
… pocos, locos y mal unidos…
Vorresti
vivere e scalare altrove?
In realtà no. Ma ogni tanto,
soprattutto per questioni lavorative,
mi viene voglia di mollare tutto e
superare il tirreno; poi rinsavisco.
Vorrei invece scalare il più
possibile in giro per l’Europa
ed il mondo con brevi vacanze durante
tutto l’arco dell’anno.
Secondo te
gli arrampicatori sardi sono?
Ancora abbastanza puri,
ancora appassionati amanti della roccia
e alcuni sono ottimi scalatori, anche
se i gradi non sono quelli dei massimi
livelli, ma solo per una questione
di stimoli e di isolamento e quindi
scarso confronto. Ma il livello sale,
sale… ci vorrebbe un Arthur
Kubista qualsiasi che si trasferisse
qui per dare un nuovo impulso, ci
sono ottimi ragazzi giovani a Cagliari
e Nuoro che farebbero un enorme balzo
in avanti in pochi mesi.
L’unico aspetto che un po’
contesto è che una buona parte
di loro legge poco di arrampicata,
molti non sanno chi è Patrick
Berault o cosa è “la
rose et le vampire” e devo dire
che mi suona strano.
Ti piace
la concezione attuale della scalata?
Si abbastanza. Mi sembra che tutto
sommato, nonostante tante chiacchiere
da bar, ci sia ancora spazio per l’innovazione
e per le vere realizzazioni e che
si sappia distinguere tra una salita
ed un’altra.
La rincorsa alla performance, soprattutto
sul lavorato, sta influenzando anche
noi arrampicatori della domenica,
ma credo che come tutte le cose avrà
il suo ciclo e poi si tornerà
all’”on-sight” o
alle placche o vie di più tiri;
non mi sembra che rappresenti un grosso
problema. L’importante è
sempre non cosa si fa ma come lo si
fa.
E le gare?
Aiha! Tasto dolente! Come
organizzatore delle gare di bouldering
e dei vari eventi su roccia dovrei
tesserne le lodi, come arrampicatore
rimango un po’ indifferente
perché mi appassiona di più
il confronto con me stesso che con
gli altri. Quando abbiamo scritto
i regolamenti per le varie gare da
noi organizzate, abbiamo sempre cercato
di essere precisi, quasi scientifici,
per il calcolo dei punteggi, ma abbiamo
lasciato ampio spazio agli aspetti
“sociali” ed i climbers
mi sembra abbiano gradito. Queste
nuove formule stanno riscuotendo successo
un po’ ovunque perché
permettono comunque il confronto ma
sono meno stressanti e rigide, certamente
per chi vuole fare le gare ufficiali
non hanno senso.
Ma
in fondo cos’è per te arrampicare?
Un gioco ed uno sport divertente,
ma contiene quel pizzico d’arte
che ne fa anche un’attività
creativa e in quindi è anche
un modo di esprimersi.
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