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Corrado è stato tra
i primi arrampicatori che ho conosciuto
qua in Sardegna, oramai 19 anni fa. Da allora
è sempre rimasto un punto di riferimento
nell’ambiente isolano, impegnato dapprima
nelle aperture tradizionali sul suo amato
Cusidore, nelle spedizioni extraeuropee
e poi con i corsi di alpinismo CAI, che
ha sempre portato avanti con impegno e passione.
Istruttone Nazionale di Alpinismo, Corrado
ha da poco allargato i suoi orizzonti alle
vie moderne, aprendone un paio nelle ultime
stagioni, sempre sulle montagne del Supramonte.
Ma sarà lo spit, sarà il trovarsi
continuamente sul 6b/6c, fattostà
che Corrado si è accorto che oggi,
a più di 40 anni, arrampica molto
meglio di quando ne aveva 20! Sarà
doping…o qualche miracoloso elisir
da lui stesso trovato nei suoi viaggi in
oriente?

C'è una
colonna sonora delle tue arrampicate o un
musicista che ami
particolarmente?
--Youssou n'dour o Michel Camilo
Un film o un regista?
--Peter Greenway
E uno scrittore o un libro di arrampicata
che ti ha colpito?
--Bernard Amy scrive molto bene,
ma la mia bibbia, per anni e, tuttora sul
mio comodino è "La Montagna
di luce" di P.Boardman.
Quando hai conosciuto
la scalata?
E qual’è
stata la scintilla?
--A 16 anni avevo di fronte a me una splendida
carriera di saltatore in lungo e cominciavo
ad assaporarne il gusto togliendomi lo sfizio
di balzare ai vertici delle classifiche
nazionali. Poi in una banalissima partitella
a pallacanestro mi son rovinato malamente
il ginocchio dx.
Interventi su interventi (e oggi è
peggio che mai) mi hanno precluso per sempre
la corsa.
Nel '77, alla fine dell'estate, facevo la
villeggiatura a Potenza Picena. Nella hall
dell'albergo ormai senza più turisti,
il gestore preparava il materiale, assieme
agli amici, per andare in montagna per un
progetto che sarebbe durato due anni: la
disostruzione della grotta della sibilla
appenninica. I miei occhi si riempirono
talmente delle multicolori attrezzature
che venni invitato come osservatore per
una settimana in montagna.
Avevo capito tutto; non sare mai più
entrato in uno stadio (Solo per i concerti...)
Esiste una falesia dei tuoi sogni?
--Il mio sogno nel cassetto
è l'Ama Dablam (una delle più
belle montagne del mondo, nel gruppo dellEverest,
ndr); una falesia perfetta dove tornerei
e La Main de Fatima in Mali
E la tua preferita in Sardegna?Prova
a spiegare il perchè...
--Alpinisticamente sono nato a Cusidore
e mi viene difficile pensare a una montagna
più bella e con una roccia migliore.
27 anni fà in Sardegna di attrezzato
c'era poco e niente. L'idea di potersi calare
dall'alto per piantare spit, ( a mano!!),
era ancora lontana. Si andava solo in montagna,
con gli scarponi rigidi!! E se ripenso alle
prime vie lunghissime, con relazioni generiche,
nessuna esperienza a mettere i chiodi e
ancor meno i dadi, gli scarponi rigidi e
pressochè nessuna possibilità
di confronti con alpinisti d'oltre mare
mi chiedo ma come c... ho fatto! Eppure..
due anni dopo tornai da Londra con le EB
Super Graton e l'anno dopo con il primo
friend.
E quella invece dove vai di solito?
--Punta Pilocca è il
sito più vicino dove amo arrampicare
abbastanza spesso
Sei mai andato a scalare fuori dalla Sardegna?
Quale posto ti ha colpito di più?
--Ho fatto del viaggiare lo
scopo costante da perseguire e di conseguenza
ho viaggiato tanto anche per andare in montagna.
Oltre a quelle Europee, ho scalato montagne
in Algeria,in Mali, ho fatto una spedizione
in Perù e due in Himalaya.
Un traguardo?
--Uno solo? Almeno quattro.
Un mito dell’arrampicata?
Sarò banale, ma se andate a passeggio
sotto il K2 vi renderete conto che non c'è
anima viva che non conosca Bonatti.
E in Sardegna c'è qualcuno che ti
ha particolarmente ispirato e che ammiri?
--Mondo Liggi: lui sapeva sempre
vedere oltre prima di tutti
Come vedi gli arrampicatori sardi?
--Mi fa piacere che molti si stiano facendo
contaggiare dal morbo della montagna. In
effetti è triste vedere che poi,
in tanti, esaurito lo stimolo della performance
sportiva, mollano e fanno altro. Sai che
esistono solo tre attività sportive
che ti coinvolgono per tutta la vita? Guardati
intorno: il nuoto, la bicicletta e l'alpinismo,
naturalmente.
Che importanza ha l’amicizia in arrampicata?
Per te esiste ancora "la cordata"
o scali con chi capita?
--Assolutamente. Tante volte non sono riuscito
a partire in Dolomiti o in M.te Bianco o
a Cusidore perchè non avevo il compagno
ideale, quello a cui sei legato non solo
dalla corda.
Che tipo di scalata prediligi? Hai mai provato
vie che non abbiano protezioni fisse?
--Avendo iniziato quando nessuna via era
attrezzata, la mia forma mentis si è
indirizzata ovviamente all'individuazione
delle strutture deboli delle pareti ovvero
quelle dove puoi proteggerti: e quindi fessure,
diedri, spigoli. E l'imperativo d'ordine
era: NON VOLARE,MAI!
Certo mi piacciono anche le placche ma se
trovo una fessura ci vado a nozze. Beh,
la settimana scorsa ero in Val dell'Orco.....
Quanto è importante per te sentirsi
fisicamente in forma?
E se si, come tieni la forma fisica?
--DEvi sentire che il tuo corpo risponde
come tu vuoi. E per questo, anche se spesso
un po' mi annoio, vado in palestra e, ahimè,
mi controllo nel cibo.
Se
smettessi di scalare faresti?
--Il chitarrista e il fotografo
Che
cosa ami di più della Sardegna?
--La vastità dei territori liberi
dai contatti della "civiltà"
E
cosa detesti?
--L'ottusa ignoranza di quanti non rendendosi
conto dell'immenso patrimonio naturale lo
depauperano spesso irrimediabilmente.
La
Sardegna sta vivendo un grande boom, tra
gli arrampicatori continentali.
Ciò ti fa piacere o ti disturba?
--Il confronto è cultura e quindi
crescita
Secondo
te, vivere e scalare altrove, aggiungerebbe
qualcosa?
--Non lo so. Forse per un breve periodo
della vita; ma fondamentalmente (da buon
Sardo) non ho la mentalità dell'emigrante.
Mi sento strettamente "arreixinau in
noi".
Ti
piace la concezione attuale della scalata?
--I limiti salgono continuamente ed è
sicuramente positivo. Andare a scalare sempre
al limite non può che migliorarti.
Però bisogna discernere a questo
punto tra arrampicata sportiva e arrampicata
in montagna. E' indubbio che siano due cose
totalmente differenti. Sembrerò esagerato,
io, che sto in giro tutto un giorno con
uno zaino da crepare e realizzare a fine
giornata una via di V di 450 m, ma anche
chi passa domeniche e domeniche a provare
sempre lo stesso passo e poi dopo un anno
dice di aver fatto l'8a...
Se
ti va, prova a dire cosa rappresenta per
te il grado, nella scalata che
abitualmente pratichi.
--Il controllo costante del corpo. Non azzardo
mai un passo se non sono sicuro di farlo
perchè....non devo volare. E' limitante
lo so però ciò mi porta ad
arrampicare sempre allo stesso livello anche
quando le protezioni sono di tipo tradizionale
e magari lontane
Cosa
ne pensi del bouldering?
E
le gare?
--ho fatto sia l'uno che l'altro e di tanto
in tanto salire su un masso mi diverte,
ma che male alle dita!!
Come
vedi la Sardegna del futuro, sotto il profilo
scalata?
--Un luogo così saturo che se vuoi
arrampicare alla Poltrona la settimana di
Pasqua, fai meglio ad andare ad asparagi
Ma
in fondo cos'è per te arrampicare?
--Respirare. Riempendomi la mente di fragranze
di ginepro.
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