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Rolando Larcher

Rolando Larcher è uno degli arrampicatori sportivi che hanno fatto la storia dell’arrampicata italiana. Nel 1989, nel suo primo viaggio sull’isola, apre “Raoni” a Cala Fuili, che grada 8b (oggi 8a). E’ la via più dura dell’isola e oggi è uno dei tiri di referenza più ambiti dagli arrampicatori di tutta Europa. Dieci anni dopo è invece nelle Gole di Gorroppu e apre, in coppia con Vigiani, Hotel Supramonte, nuovamente la via (di più tiri) più dura della Sardegna e d’Italia. A parte queste due “master piece”, che hanno segnato la storia dell’arrampicata italiana, Rolando è autore, in terra sarda, anche di diversi 8a a vista e di alcune prime libere di rilievo. Un vero personaggio d’eccezione!
Rolando Larcher
Dove vivi?
Vivo a Trento.

Ami la tua terra o vorresti vivere altrove?
La amo e ci vivo benissimo, esaudisce tutte le esigenze delle mie passioni.

Come hai conosciuto la Sardegna?
La Sardegna l'ho conosciuta nel maggio 1989 per un viaggio d'arrampicata.

Ci torni spesso?
Appena riesco a combinare.

Le rocce sarde, hanno qualcosa di speciale?
Le rocce sarde hanno di speciale l'ambiente selvaggio che le circonda ed un profumo inconfondibile di macchia mediterranea che viene esaltato con un pò di pioggia.

E se la Sardegna non avesse il mare?
Sarebbe un gran peccato, perchè non si vive di sole rocce o quasi!!!!!

Ti piacerebbe vivere sull’isola?
Ci vivrei volentieri se ci fossero anche le montagne, è l'unico appunto che posso farle.

Qual è il posto che più ti ha impressionato?
Più che il posto i posti che mi hanno impressionato sono: Gorropu, per la sensazione di selvaggio che ti dona; Capo Testa, per il silenzio e l'ambiente surreale; l'orientale sarda nel tratto Dorgali Baunei, per l'atmosfera di frontiera che si respira, cosa oramai estinta in Italia e che ho provato solamente all'estero nei grandi spazi americani ed africani.

C’è una via che da sola varrebbe un viaggio in Sardegna?
Hotel Supramonte.

E una che ti piacerebbe rifare?
Più che rifare, la cosa che mi piacerebbe fare è ripetere Hotel Supramonte con il tempo e l'aderenza necessaria per la rotpunkt del 5° tiro.

E dove non torneresti?
L'isola l'ho girata in lungo e in largo e sinceramente, posti da non tornarci io non me ne ricordo.

Se vivessi sull’isola cosa faresti?
Il ladro visto che in continente faccio il poliziotto.
A parte gli scherzi, potrei fare il giocatore di bigliardo con qualche puntatina al campo di bocce e la sera quando l'aderenza migliora qualche tiro di defaticamento.

Troppe vie degradano o valorizzano un luogo?
Le vie vanno aperte con intelligenza e logica, il mio motto è " meglio due vie indipendenti che tre costrette ". Pertanto in questi termini vedo solo della valorizzazione; il degrado può avvenire ma è duvuto essenzialmente dalla maleducazione che serpeggia alla base delle vie. Comunque, una cosa che amo delle falesie o pareti sarde è la tranquillità, cosa impagabile e motivante, se questa peculiarità dovesse venir meno, il sottoscritto farebbe altrettanto.

Ti sembra che sulle rocce sarde ci sia posto per tutti?
Penso di si, la materia prima non scarseggia, ma ricordiamoci che non è rinnovabile. Se questo sport continuerà in questa direzione e non vi saranno delle limitazioni, per forza di cose le rocce si esauriranno, l'importante è rispettarle non scavando. In tal modo le future generazioni avranno almeno dei progetti durissimi da risolvere.

E per quanto tempo ancora?
Chi vivrà, vedrà. Certamente, vista la densita di rocce e la fortunosa scarsa propensione alla chiodatura, vi sarà più tempo che in altri luoghi.