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Paolo Masa

Paolo Masa si presenta da sé nella breve intervista che rilascia a Sardiniaclimb: uno dei primi esploratori della Sardegna verticale, ha dedicato la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 all’esplorazione delle rocce di Capo Testa, a lui particolarmente care, in compagnia dell’amico Jacopo Merizzi. Guida alpina delle Alpi Centrali, cresciuto all’ombra del Pizzo Badile, paradiso e regno del granito, Paolo è stato spesso la penna, raffinata e graffiante, dei “sassisti della Val di Mello”. Oggi, che la sua cappigliatura appare piuttosto imbiancata (forse a causa dei numerosi spaventi?), è ritornato alla Sardegna scoprendone questa volta il volto di calcare, a volte più popolare e commerciale ma ugualmente ricco di fascino. Ma forse ogni esperienza va apprezzata per ciò che è e non per cosa avrebbe potuto essere… Fortunati sono gli uomini come Paolo, le cui stagioni della vita sono così tante da avere la saggezza di vivere il presente con gioia e curiosità senza aver necessità di rimpiangere il passato.

Paolo Masa
Dove vivi?
Nonostante il mio anticlericalismo di stampo ottocentesco, vivo in un paese delle Alpi Centrali che si chiama Chiesa in Valmalenco in provincia di Sondrio, ai piedi del Pizzo Bernina e ad un’ora di macchina dalla Val di Mello.

Ami la tua terra o vorresti vivere altrove?
Ovviamente amo la mia terra, anche se mi fa arrabbiare molto lo sfruttamento intensivo a cui è sottoposta a causa delle numerose cave di serpentino, di ardesia e ultimamente da parte delle centraline idroelettriche che, dietro all’eufemismo dei piccoli salti e dell’energia pulita , sono una vera e propria iattura.

Come hai conosciuto la Sardegna?
Sono andato in Sardegna per la prima volta nel 78.Con Jacopo Merizzi e le nostre ragazze di allora ci recammo a Capo Testa dove arrampicammo sulle fantastiche strutture di granito.L’atmosfera che si viveva allora a Capo Testa era anche più che alternativa e ci divertimmo un sacco.

Ci torni spesso?
Dopo il 78 tornai in Sardegna nei primi anni ottanta come guida alpina e fu’ una vera e propria emozione poiché come bivacco avevamo scelto l’Hotel Cervo e come mensa il ristorante “ Da Franco” a Palau. Tornai in Sardegna per fare il trekking da Cala Gonone a Baunei con Jacopo in qualità di inviato di Airone (il pezzo fu pubblicato nel 1985), sempre per Airone ci calammo all’interno della voragine del Golgo e queste furono delle esperienze indimenticabili. Da quasi una decina di anni torno in Sardegna sia per motivi professionali che per vacanza una o due volte l’anno.

Le rocce sarde, hanno qualcosa di speciale?
Certo che sono speciali, comunicano un senso di antico , di posti sani, di una terra aspra ma generosa delle cose più belle che si vanno oggi a cercare come i profumi, i colori ,i sapori, i contatti umani e poi sono poste in luoghi straordinari dal punto di vista dell’ambiente naturale.Personalmente , dopo la stagione invernale passata sui campi di sci, sono proprio le rocce sarde che mi riconciliano con l’arrampicata

E se la Sardegna non avesse il mare?
Beh, il mare è una delle componenti fondamentali ed irrinunciabili.Prima di tutto si ha il fascino dell’isola e poi, anche se arrampichi all’interno il mare è sempre lì presente con i suoi influssi benefici sul clima, sul cibo…..E poi se penso alla Sardegna,non posso non pensare alla splendida scogliera di Margheddie, a Cala Luna, a Sisine….a quel gioiello che è Cala Goloritze e anche la devastazione dell’Iglesiente non avrebbe certo quel fascino se non ci fosse Porto Flavia, il Pan di Zucchero……

Ti piacerebbe vivere sull’isola?
Potrebbe essere un ottimo posto nel quale ritirarsi un giorno

Qual è il posto che più ti ha impressionato?
Quello che mi ha tolto letteralmente il fiato, nel bene e nel male è la zona di Masua dove c’è il massimo del massacro ambientale con il massimo di bellezza ambientale, la loro coesistenza è in grado di trasmettermi un livello di angoscia sublime.Poi ci sono decine di posti ai quali sono affezionato:dalla Valle di Lanaitto, al Supramonte di Baunei con la bellissima chiesetta di San Pietro, Ad Ingurtosu e Le Dune, a Pentumas….

C’è una via che da sola varrebbe un viaggio in Sardegna?
“Sale Grosso” al Monte Oddeu la cito sempre come uno dei gioielli di famiglia.

E una che ti piacerebbe rifare?
Mi piacerebbe rifarle tutte, perché vorrebbe dire arrampicare sempre in posti eccezionali. Mi piacerebbe mettere il becco alla punta Girardili oppure sul vione aperto da Lecis verso Cala Sisine.

E dove non torneresti?
Non ho posti negativi da segnalare.

Se vivessi sull’isola cosa faresti?
Il brigante, oppure anche qualcosa legato al turismo….chissà che un giorno……oppure il sindaco di Lula

Troppe vie degradano o valorizzano un luogo?
Per quanto riguarda la situazione sarda direi di no, io ci vado per rimettermi in forma, per provare le vie, per rilassarmi, gli ingaggi me li vado a trovare altrove.

Ti sembra che sulle rocce sarde ci sia posto per tutti?
Sono un amante delle vie lunghe e mi piacerebbe avere qualcosa di più a disposizione di questo tipo, dove uno sia costretto anche a sapersi assicurare con qualche nut o qualche friend, è per questo che ho citato la via Sale Grosso come bellissima. Ahime’ vedo però che le vie lunghe sono sempre più toste e quindi mi devo accontentare. Però vorrei fare una piccola provocazione, sono tornato da tre giorni da Yosemite dove ho salito la Salathe, con un cliente ed un giovane collega guida che da noi in falesia arriva fino all’ottoa, grado lontanissimo dalle mie prestazioni standard.Li sulla enorme parete, dove non trovi nessuna protezione se non sulle soste i nostri livelli però,più o meno si equivalevano .
Allora mi chiedo:perché inseguire a tutti costi la prestazione fisica e rilegare nel dimenticatoio quella mentale?
Perché non pensare ad un equilibrio tra le due componenti anche sulle rocce della Sardegna?

Vorrei concludere questa piacevole chiacchierata virtuale segnalando un mio contributo che ho scritto per il sito Valdimello.it del mio amico Jacopo Merizzi, intitolato Sardegna facile.Infine un appello a chi arrampica nella zona di Siniscola.Per motivi logistici, casa a San Teodoro, Siniscola è il posto più vicino dove io possa arrampicare, la roccia è bella ma i settori sviluppati sono pochi rispetto al potenziale. Anni fa avevo sentito da un climber locale la possibilità di sviluppare un ampia area all’interno del territorio di Siniscola, mi interesserebbe saperne di più