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Fulvia è una delle
tante (?) donne che scalano ma una
delle pochissime che ha una passione
vera e genuina per la roccia e per
l'arrampicata in generale. So che
in una sola frase potrei aver offeso
tutte le arrampicatrici del pianeta,
ma prima di lapidarmi pensate a quante
donne ci sono in Italia che dedicano
tutto il loro tempo libero a raccogliere
relazioni di vie e di falesie, articoli,
fotografie! E quante che si sciroppano
centinaia di km ogni week-end per
ripetere a comando alternato le più
dure vie lunghe di Alpi, Appennini
e isole? E quante che attrezzano vie
nuove? Temo che si debba a questo
punto riconoscere che Fulvia è una
delle poche, anzi pochissime che fanno
tutto ciò.
Ma è perché non disperiamo che proponiamo
la sua breve intervista all'attenzione
di tutti, confidando che altre ragazze
si decidano ad imitarla. Ma lasciamo
a lei l'arduo compito di auto presentarsi:
di mestiere faccio il dirigente d'azienda
e mi occupo di informatica. Mi piacciono
le vie lunghe, stile HLF (Hard, long
& free, quelle con spittatura ultradistanziata,
ndr), arrampico da circa 15 anni,
sono sposata con Aristide (Ari), che
e' il mio compagno di scalata oltre
che di vita, con cui condivido una
vita da zingari alla ricerca della
linea perfetta (quando non dobbiamo
lavorare!).
Se fosse per me farei solo due cose:
arrampicare e leggere. Ah, dimenticavo,
anche collezionare guide e relazioni
di vie di arrampicata di ogni parte
del mondo.

Dove vivi?
Vivo Ad Asti, anche se
conservo la mia residenza a Finale
Ligure. Asti e’ una scelta logistica,
a meta’ strada tra dove lavoro io
(Torino) e dove lavora mio marito
Aristide (Tortona).
Ami la tua
terra o vorresti vivere altrove?
La mia terra e’ la Liguria, non certo
il Piemonte! Si’ la amo, anche se
per motivi di lavoro ho rinunciato
a viverci. Comunque non sono troppo
legata al posto dove vivo. L’importante
e’ che ci siano falesie e montagne
abbastanza vicino da andarci nel week-end!
Per me e’ normale fare piu’ di 4000
Km al mese in automobile e non ricordo
di aver passato un weekend a casa.
Come hai
conosciuto la Sardegna?
A causa dell’arrampicata.
Ci sono venuta la prima volta piu’
o meno 6 anni fa con amici.
Ci torni
spesso?
Ci sono tornata 5 volte,
troppo poche! Il problema e’ che ci
sono cosi’ tanti posti da visitare
e cosi’ pochi giorni di ferie all’anno!
Le rocce
sarde, hanno qualcosa di speciale?
Be’ direi di si’! A me
piace molto la roccia nuova, e in
Sardegna il calcare della Sardegna
(il granito non lo conosco) e’ davvero
bello e vario. In piu’ mi ricorda
un po’ quello di Finale e quindi l’arrampicata
mi e’ abbastanza familiare.
E se la Sardegna
non avesse il mare?
Sarebbe un peccato, ma ci verrei lo
stesso perche’ per me la Sardegna
e’ soprattutto arrampicata e non mare.
Sara’ perche’ sono nata a Genova e
il mare e’ li’ fuori dalla finestra,
non ci si fa nemmeno caso. Comunque
come si fa a pensare alla Sardegna
senza il mare? Sarebbe un altro posto!
Ti piacerebbe
vivere sull’isola?
Si’, senza alcun dubbio. Mi piace
tutto della Sardegna: i posti, la
gente, il ritmo di vita. Forse mi
mancherebbe un po’ la vicinanza delle
montagne, la Svizzera soprattutto,
che io amo in modo particolare. Tanti
anni fa ho avuto la possibilita’ di
venire a lavorare a Cagliari all’Universita’,
ma non arrampicavo ancora e ho fatto
altre scelte. Peccato!
Qual è il
posto che più ti ha impressionato?
Posso dirne due? Le gole di Gorropu
e Cala Goloritze’
C’è una via
che da sola varrebbe un viaggio in
Sardegna?
Per bellezza tra quelle che ho fatto
direi L’Occhio Assoluto a Gorropu,
ma ho un ricordo particolare di Stella
di sangue, forse perche’ mio marito
ed io abbiamo fatto la prima ripetizione
in un giornata di tempo grigio, sotto
un cielo minaccioso di pioggia (che
abbiamo preso lungo le calate) davvero
poco rassicurante e niente affatto
sardo!
E una che
ti piacerebbe rifare?
Non direi, vorrei fare quelle che
non ho fatto! Pero’ tornerei alla
Guglia, non per una via particolare,
solo per andare su e giu’ su quella
splendita struttura di roccia.
E dove non
torneresti?
Dove so di trovare molto
lungo, come la Tana delle Tigri! No,
scherzi a parte non mi viene in mente
nessun posto dove non tornerei.
Se vivessi
sull’isola cosa faresti?
Il meno possibile come
lavoro normale, ma sicuramente Ari
ed io ci comprereremmo un trapano
piu’ potente di quello che abbiamo
e cercheremmo delle linee da chiodare!
Ah, dimenticavo, soprattutto cercherei
di battere Maurizio Oviglia come numero
di tiri ripetuti all’anno!
Troppe vie
degradano o valorizzano un luogo?
Secondo me lo valorizzano,
purche’ siano attrezzate con logica,
evitando inutili sovraffollamenti
di vie nella stessa falesia, e soprattutto
rispettando i luoghi e le esigenze
degli abitanti locali. I sardi sono
davvero gentili, per questo bisogna
non approfittarne.
Ti sembra
che sulle rocce sarde ci sia posto
per tutti?
A sensazione direi di
si’, anche se sono molti i posti dove
non sono stata e quindi non posso
dare un giudizio veramente fondato.
Forse in futuro serviranno strutture
ricettive in luoghi e con caratteristiche
diversi da quelli tradizionali del
turismo estivo. Spero che i sardi
sappiano valorizzare e sfruttare questo
loro particolare patrimonio legato
all’arrampicata sportiva meglio dei
liguri.
E per quanto
tempo ancora?
Abbastanza da non preoccuparmene troppo!
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