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Relazione di salita

PUNTA CUSIDORE, Spigolo NW
Via Legione Reale Truppe Leggere

Difficoltà: D sup, IV e V, passi di V+
Dislivello: 450 m
Materiale in posto: qualche chiodo
Materiale necessario: due corde da 50, martello, chiodi, nut, casco, cordini
Discesa: a piedi verso S epoi dalla Forcella di Sovana per ghiaione sino alla base dello spigolo.
Esposizione: W
Cartografia e guide: IGM 50.000, tavola "Oliena", Guida Monti d'Italia CAI/TCI "Sardegna", di Maurizio Oviglia
Punti d'appoggio: Cooperativa ENIS Monte Maccione, tel. 0784/288363. Albergo, centro guide, possibilità di campeggio. Rifugio Gorroppu, all'ingresso della Vallata di Oddoene, Dorgali. Aperto stagionalmente.
Accesso: da Nuoro per la provinciale ad Oliena, quindi verso Dorgali. Prima della pizzeria "Il Grifone" deviare a destra per la Chiesa di Monserrata. Svoltare subito a sinistra per una stradina poi verso S verso P. Sos Nidos, quindi a sinistra ritornare verso le pareti del Cusidore sino alla Fontana Iscandula.
Accesso a piedi: proseguire per la stradina sconnessa dapprima in salita, e poi in piano verso SW sino al grosso sasso denominato Pedra e' Littu (30 minuti dall'auto).
Da Preda Œe Littu salire in direzione della P. Cusidore per un sentiero ghiaioso (segni rossi e bianchi) sin sul ghiaione che scende dallo spigolo NW. Sempre seguendo la traccia si raggiunge più faticosamente la base delle rocce (ore 0.45, 1, 15 dall'auto). Ci si trova in corrispondenza di una crestina che delimita un piccolo anfiteatro, l'attacco è indicato da una scritta e da un cartello di legno.
Informazioni utili: - Prima salita: Emilio Beber, Carmelo Andreatta, Giovanni Cagnati, 1 ottobre 1973. L'itinerario percorre l'evidente spigolo NW della montagna ed è la salita classica alla vetta della P. Cusidore, la via alpinistica più frequentata della Sardegna. Nella parte bassa la via si tiene al centro del grande pilastro, quindi, dopo una serie di crestine aeree e pianeggianti, affronta lo spigolo terminale sulla sinistra, per la parete che cade sul catino erboso sospeso a circa due terzi della grande parete N. L'arrampicata è sempre molto interessante e mantiene una certa continuità anche nella parte mediana di raccordo tra il primo pilastro e lo spigolo terminale. Consigliabile è poi l'abbinamento (varie combinazioni sono possibili) con la via dell'Amicizia. Il percorso oggi normalmente seguito è la combinazione tra il tracciato originale e le numerose varianti dei ripetitori. In parete sono presenti alcuni chiodi, anche se ben pochi di essi sono affidabili. E' consigliabile portare una serie di dadi ed eventualmente il martello. Per una ripetizione prevedere l'intera giornata. Periodo consigliato: le mezze stagioni
Relazione
Salire la crestina lungo una bella fessura e sostare sulle roccette soprastanti in centro al pilastro (50 m, un passo di IV+). Salire per roccette facili sino a sostare su alberello leggermente sulla destra di un grosso blocco staccato (50 m, III).
Salire il blocco appuntito (IV) uscendo sulle belle placche soprastanti. A questo punto l'itinerario originale è poco chiaro e vari sono i percorsi seguiti. Qui di seguito si descrive l'itinerario tracciato presumibilmente dai primi salitori, essendo stati rinvenuti dei cunei di legno. Tale percorso risulta talvolta evitato sulla destra, per un bel diedro fessura di V grado. Si salgono quindi le placche un po' verso sinistra sostando alla base di un diedrino su alberello (50 m, IV). Si sale il diedrino uscendo a destra, quindi una bella fessura diagonale a sinistra (chiodi e cunei) sino ad alberi su cengia (50 m, IV e V). Si procede ora senza via obbligata per roccette sino alla base di una netta fessura sostando su albero (50 m, III). Con tutta probabilità i primi salitori evitarono le tre lunghezze seguenti più a destra, traversando per 45 m su rocce miste ad erba, ricollegandosi all'itinerario che si descrive nei pressi della vetta del pilastro. La paternità della variante che si descrive qui di seguito (che è anche il tratto chiave della via) è rivendicata da Corrado Pibiri e Bruno Poddesu durante la prima ripetizione del 1980. Si supera la fessura larga (V+), evitabile più a destra uscendo su una rampa che sale verso destra. Si sosta su chiodi alla base di un diedro-camino (30 m, V+, IV). Vincere un risalto e poi continuare nel diedro uscendo a destra per uno strapiombo su placca inclinata (25 m, V e V+, vari chiodi). Si riprende a sinistra la fessura che diventa in breve meno difficile e si sosta appena possibile su spuntoni (50 m, V, IV). Continuare verso destra per superare la parte terminale del pilastro senza via obbligata per belle paretine di ottima roccia, sostando su placca inclinata in cima al primo risalto (50 m, IV). Con un passaggio caratteristico spaccare su una stretta forcelletta (chiodo) e salire per fessure e risalti (tralasciando a sinistra la difficile e larga fessura con spit della via dell¹Amicizia). Si sosta su una stretta crestina (50 m, III, un passaggio di IV). Per il filo sino alla base di una bella fessura con albero. Salire la fessura e la parete successiva sino in cima al risalto (50 m, IV+ e poi IV).(Da qui sono possibili le doppie lungo la via Cuore di pietra, it. 54h, sul versante N: scritta su spuntone con cordino, necessarie 2 corde da 50 m). Facilmente per crestina sino a forcelletta (50 m, II e III). Si attacca ora l'ultimo risalto salendo per lo spigolo che diventa diedro, ma lo si lascia quasi subito per traversare a sinistra su cornice, lasciando invece la via dell¹Amicizia che prosegue diritto. Si sosta quindi sulla parete N (25 m, V-). Ancora per fessure diagonali un po' erbose sino nel canale terminale (50 m, IV e V). Senza via obbligata alla vetta della montagna (50 m, III). I tempi dei percorrenza della via sono variabili: una cordata allenata e con dimestichezza su questo tipo di itinerario può impiegare dalle 5 alle 6 ore. Tuttavia, essendo questa via meta ambita di cordate sovente alle prime esperienze in arrampicata alpinistica, si sono verificati frequentemente casi di bivacco o addirittura di prelevamenti in elicottero. Costoro è bene che prevedano una giornata intera di arrampicata.