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Samugheo
è un piccolo paese del centro Sardegna,
famoso per i suoi bellissimi tappeti. Non
distante dal paese si trova una suggestiva
valletta con le rovine di un antico castello:
il Castello di Medusa. Da tempo gli arrampicatori
avevano notato le pareti calcaree che facevano
da contorno al castello, ma a nessuno era
mai venuta la voglia di iniziare a chiodare
qualche cosa. Il primo a pensarci fu l'isilese
Antonio Marino, che riuscì a coinvolgere
l'amministrazione comunale del paese di
Samugheo, che affidò a Simone Sarti la chiodatura
di alcune vie. Parallelamente l'oristanese
Marco Bussu attrezzava invece più a valle,
accanto al fiume, nel settore da lui battezzato
l'oratorio'. L'intera zona si dimostrava
molto interessante e di un calcare molto
bello e concrezionato. Ma i lavori, dopo
solo un anno, si fermarono e la zona è rimase
così com'è, con tanta potenzialità ma poche
risorse per continuare l'opera di attrezzatura.
Considerata la bellezza dei luoghi e delle
pareti, bisognerebbe trovare un accesso
più comodo, dato che il sentiero è molto
ripido e franoso, e che il sentiero più
lungo richiede anche più di mezz'ora per
rientrare all'auto. Difficoltà non certo
insormontabili con l¹aiuto del Comune, che
così compierebbe lo sforzo finale per il
rilancio di una nuova e bellissima zona
di scalata, in un'area della Sardegna ancora
poco conosciuta dagli arrampicatori.
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Daniele Setzu in arrampicata nel settore
La "Gola"
(Foto M. Oviglia)
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