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Se
qualcuno dovesse prendere un elenco telefonico
e, così tanto per fare, si mettesse a cercare
in tutta la Sardegna quanti signor Ruiu
esistono, ne troverebbe a centinaia. Se
poi, ormai in preda al panico e a crisi
ipnotica, decidesse di cercare la stessa
parola sulla cartina geografica della Sardegna,
beh.. a quel punto potrebbe cominciare a
disperarsi! Sono innumerevoli i sassi, cocuzzoli,
colline, montagne che prendono questo nome.
Ruiu, cioè Rosso in traduzione simultanea,
è il tronco del sughero dopo che viene estratta
la corteccia, Ruiu è il tramonto o uno dei
colori dell'arcobaleno ma Ruiu in Sardegna
è soprattutto il suo granito. La Sardegna
è una delle aree granitiche più grandi d'Italia
ed è normale che "l'immensa fantasia" popolare
abbia dato il nome Ruiu a tutti i monti
che avevano questo colore (cioè centinaia).
Il Monte Ruiu in cui vi consiglio di andare
è fatto di uno splendido porfido rosso,
bello compatto e granulare come piace a
noi, dista una decina di chilometri dal
mare, un paio da delle terme di acqua calda
e un chilometro dal paese più vicino. E'
il Monte Ruiu di S. Maria Coghinas (SS)
e su di esso sono state tracciate quattro
vie di arrampicata classica "veramente simpatiche"
(cioè portarsi dietro nut e friend e saperli
usare!! Il trapano a casa). Per raggiungerlo
si prende la strada che collega Porto Torres
a S. Teresa di Gallura, si svolta per S.
Maria Coghinas e poco dopo aver passato
il paese, si prosegue verso Viddalba, si
passa un ponte e poi si svolta subito a
destra salendo verso Giuncana. Il Monte
(più Ruiu di così..) è di fronte ai vostri
occhi e il versante da raggiungere è quello
Nord. Si lascia la macchina nel punto più
vicino alle pareti e si prosegue a piedi
per mezzora salendo obliquamente verso le
pareti di destra per un sentiero poco tracciato.
La cima più elevata si chiama Punta Manna
e la si raggiunge lungo la cresta di destra,
ma la più impegnativa ed interessante è
la cima secondaria che sorge sull'abitato
di Giuncana, quella di sinistra. Questa,
vista dalla strada, ha la forma di una Y,
infatti nasce da un pilastro centrale e
si divide in due creste che si ricongiungono
più avanti in uno splendido pilastro finale
non visibile. Roccia ottima e particolare,
andateci fiduciosi…e dopo una bella arrampicata,
tornando verso Viddalba, un chilometro prima
del ponte, svoltate pure nella stradina
a sinistra che porta alle Terme di Casteldoria
dove, oltre un ponte di legno lungo la sponda
del fiume Coghinas, l'acqua sulfurea allevierà
le ferite di guerra e rilasserà i muscoli
irrigiditi dallo sforzo.
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