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Domusnovas
10 STORIE PARALLELE DAL DIARIO DI UN CHIODATORE DI FALESIE
testi di Maurizio Oviglia
Pubblicato sulla Rivista della Montagna n. 197,
Febbraio 1997
Di tanto in tanto leggo sulle riviste il commento di qualche illustre
giornalista o scrittore di montagna sull'arrampicatore d'oggi: in genere,
nel migliore dei casi, viene definito come apatico, ignorante, insensibile
alla cultura e alla storia dell'alpinismo, privo di personalità e fantasia
ecc. Solo in qualche raro caso, si dice, gli arrampicatori hanno saputo
raccontare qualcosa di diverso: quando alcuni di loro si sono spinti
all'avventura negli altri continenti e hanno parlato (non di arrampicata,
per carità!) ma delle popolazioni con cui sono venuti in contatto...
Questo giudizio viene poi, ahimè, esteso in generale all'arrampicata
sportiva o allo "spit", colpevole secondo questi di aver impoverito
in sport un'attività che era in realtà un fenomeno culturale, quasi
una filosofia di vita. Quale che sia la realtà, e anche ammettendo che
ciò sia vero, io credo che non si possa fare di ogni erba un fascio:
sono certo che molti arrampicatori hanno ancora da raccontare molte
storie interessanti, anche se oggi sono forse pochi disposti ad ascoltarle.
E in ogni caso si scrive talmente poco sugli arrampicatori che oggi
non sappiamo neanche bene chi sono; spesso si compie l'errore di identificarli
con quella manciata di atleti da gara, perchè solo di loro leggiamo.
Ho quasi 35 anni e sono cresciuto con i libri di Bonatti, Messner e
Desmaison: a 10 anni sognavo il Pilone Centrale e le Grandes Jorasses,
a 17 i miei pensieri vagavano tra il Capitan di Karl e la Val di Mello
di Gogna... Ma cosa può mai raccontare un'arrampicatore d'oggi di più
intenso di tali grandi avventure? Da più di 12 anni mi dedico a chiodare
falesie e penso che anche un'attività culturalmente così "banale" (seppure
pur sempre creativa) possa essere raccontata. Magari lo può essere sotto
forma un po' diversa da quella classica, come per esempio estraendo
le frasi da un diario, facendo un'operazione del tipo della trasmissione
televisiva "Blob". C'è stato il tempo per i racconti realisti di Bonatti,
quelli coraggiosi di Motti, i surrealisti di Gobetti e Gogna, i romanzi
di Paleari, le fiction di Preti... che sia giunto il tempo di ritornare
a qualcosa di più personale, di più vicino a quello che è l'arrampicatore
di oggi, senza che sia l'ennesimo giornalista sportivo a intervistarlo?
Forse non è così e queste brevi frasi risulteranno noisose ai più. _
certo però che alla fine ne uscirà tratteggiata la controversa figura
del chiodatore, l'appassionato attrezzatore di falesie che oggi sta
scomparendo, sostituito sempre più dall'operaio specializzato sovvenzionato
dagli enti locali. Domusnovas è un piccolo paese dell'Iglesiente, nel
sud-ovest della Sardegna. Sulle rocce che sovrastano le case ho passato
12 anni della mia vita chiodando più di 10 falesie, forse passando più
tempo appeso alle corde che a casa. Sono 10 storie parallele che voglio
raccontare così come le ho vissute e annotate sul mio diario, senza
retorica e artifizi vari per rendere "vendibile" una storia che magari
non lo è.
18 ottobre 1984 - Da tre giorni sono in Sardegna per il servizio militare.
Per me è una terra del tutto nuova e mi piacerebbe conoscerla meglio,
al di fuori della caserma. Sono andato al CAI e ho conosciuto Stefano;
siamo andati a Domunsovas, un posto dove si arrampica, relativamente
vicino a Cagliari. _ bellissimo e pieno di pareti, c'è pure una grotta
attraversata da una strada, forse unica in Europa! Abbiamo ripetuto
una delle poche vie che ci sono, lo Spigolo Domusnovas, di IV+. Sul
finale abbiamo aperto una variante di VI...
20 ottobre 1984 - Sono tornato a Domusnovas. Ho aperto con Bruno "Nuages"
sulla parete a fianco allo Spigolo. Sono entrato in un buco a metà parete
e ne sono uscito venti metri sopra! Nel primo tiro ho fatto dell'artificiale,
forse si potrà fare in libera...
3 febbraio 1985 - Sono ancora con Bruno a Domusnovas, questa volta
sulla parete all'ingresso della grotta. Abbiamo aperto "Il tesoro dei
calici di pietra" perchè c'è una roccia fantastica. Bruno dice che data
550 milioni di anni ed è la più antica d'Europa! Oggi ho fatto un passo
di VI+ con una "piattina" molto sotto i piedi...
6 agosto 1987 - Sono venuto solo a Domusnovas: è molto tempo che non
tornavo! Ora che mi sono trasferito stabilmente a Cagliari voglio guardarmi
meglio intorno... Volevo dare un'occhiata a quella parete che sta oltre
la grotta e che qui chiamano s'Arcareddu. _ terribilmente strapiombante
e di roccia tutt'altro che invitante. Ma mi attrae e ho visto pareti
peggiori diventare falesie famose! Una volta sotto ho scoperto che il
Soccorso Speleologico ha piantato degli spit senza placchetta per fare
delle esercitazioni. Allora sono salito con le staffe avvitando le placchette
man mano che procedevo e ho scoperto che ci sono degli appigli... Son
tornato a casa dopo aver tracciato due vie di 15 metri. Sono galvanizzato,
è una parete che ha innumerevoli possibilità!
12 settembre 1987 - Subito dopo le ferie sono tornato alla parete di
Domusnovas. Penso che la chiamerò "Ruota del Tempo" perchè s'Arcareddu
non mi piace e non va bene per un arrampicatore! Magari vi darò tutti
nomi di personaggi... Oggi ho chiodato, sempre da solo, Archimede.
20 settembre 1987 - Cercando di fare in libera "Caligola", la prima
via della Ruota, mi è venuta la tendinite. Chissà quanto tempo durerà?
Oggi sono venuti anche Corrado e Simone, anche loro attrezzeranno qualche
via e ognuno troverà il suo personaggio. Siamo pochi ma trovo che l'ambiente
sia simpatico e stimolante. Simone ha poco più di 15 anni!
13 ottobre 1987 - _ quasi un mese che chiodo qui, alla Ruota, e ho
quasi voglia di cambiare. Sono guarito dalla tendinite e sono riuscito
a liberare tutte le vie eccetto Fripp e Sir Duke. Dovrebbe trattarsi
di 7b ma non ho mai fatto nulla di simile! Questa parete mi apre nuovi
orizzonti...
15 marzo 1987 - Ho finalmente fatto in libera Sir Duke. Mi ci sono
voluti due mesi di allenamento! Questa storia della difficoltà mi sta
prendendo e non so fare a meno di cercare di liberare le vie che attrezzo!
Dove potrò arrivare?
28 luglio 1988 - Prima della grotta ho visto delle paretine adatte
per l'estate. Sono salito e ho attrezzato una via. Mi sono ispirato
agli scritti di Motti e al complesso rock dei Gong e l'ho chiamata Zerolandia.
La prima via è stata You. Ma nessuno qui in Sardegna sa chi è Gian Piero
Motti!
6 agosto 1988 - Sopra la grotta c'è una grande parete che sembra un
po' lontana. Oggi siamo andati a vederla, con Corrado e Cecilia. Faceva
un caldo insopportabile e siamo arrivati alla base tutti graffiati dai
rovi, tanto più che avevamo i pantaloncini corti. La roccia ci è sembrata
piena d'erba e la base piena di rovi: al ritorno mi sentivo un po' demoralizzato.
20 settembre 1988 - Sono tornato alla Ruota dopo più di un anno passato
a chiodare Isili. Voglio vedere se vi sono altre possibilità. Sapevo
che Mondo era salito in artificiale sulla destra della parete, la più
alta. Allora sono salito anche questa volta avvitando le placchette
sugli spit piantati 6 anni fa! Ho scoperto che vi sono appigli anche
qui, sembrava tutto liscio! Oggi mi sono convinto che è un gioco senza
fine...
30 gennaio 1989 - Ho pensato che quella parete sopra la grotta, quella
che avevo visto l'altra estate, non è poi così brutta. Così ho chiamato
Corrado e siamo andati decisi ad attrezzare una via facendo il giro
da sopra. Arrivare in cima è stata un'avventura da cinghiali ma alla
fine ci siamo calati e abbiamo attrezzato tre tiri. Sembra bello e la
roccia è ottima e grigia. Forse chiameremo la pareteChinatown e daremo
nomi cinesi!
20 ottobre 1989 - Tutto il periodo che son stato all'ospedale per l'incidente
non ho fatto altro che pensare agli amici che arrampicavano. E invece
nessuno è più andato a Chinatown. Solo pochi giorni fa Enzo si è avventurato
per ripetere Ombre Cinesi, la nostra via di tre tiri. _ demoralizzante!
Ho compreso però che oggi, se una parete non ha almeno dieci tiri, nessuno
ci va! Allora sono tornato con Cecilia a Chinatown e abbiamo attrezzato
Shangai. _ bellissima!
25 novembre 1989 - Il nostro piccolo bonsai è morto dopo essere ingiallito.
Noi pensavamo che ingiallisse per l'autunno. A Cecilia è sembrato bello
ricordarlo con una via a Chinatown. L'ha chiamata "Piccolo Autunno".
_ talmente tecnica che tutti la trovano durissima!
11 febbraio 1990 - Proseguono i lavori per attrezzare Chinatown, sta
venendo una bella parete. Anche oggi siamo saliti con Edoardo fin lassù
con le batterie della moto che ci spaccavano le braccia. E anche oggi
ho la schiena a pezzi e non ho ancora trovato i nomi delle vie che abbiamo
aperto. Fortuna che Edoardo ha una buona fantasia...e una buona conoscenza
della letteratura comunista!
25 maggio 1990 - Dopo 5 giorni di tentativi sono riuscito su Goblin,
alla Ruota del Tempo. Penso che sia 8a, il mio primo 8a! Voglio organizzare
una festa e invitare tutti gli amici. Di pomeriggio siamo andati in
spiaggia e mi sono sentito svuotato, erano anni che sognavo questo traguardo!
E ora che ci sarà?
22 giugno 1990 - Da qualche giorno ho sentito una forte motivazione
a fare qualcosa di nuovo. Oggi sono salito da solo a Chinatown e ho
aperto 6 vie in un giorno! Mi pare una follia! Ho chiamato il nuovo
settore Segreto Tibet, come il libro di Fosco Maraini. 4 ottobre 1990
- Ho accompagnato Edoardo a Chinatown a chiodare La Rivoluzione Culturale.
Io non so neanche cos'è, bisogna che mi informi...
2 dicembre 1990 - La Ruota del Tempo sembrava satura e invece ecco
ancora una possibilità. Chi ha occhi per vedere... La chiamerò Matte
Kudasai (colei che aspetta) dal titolo di una canzone che mi piace...
21 aprile 1991 - Altre due vie alla Ruota, forse sono 7c. Una si chiama
Andy, un'arrampicatore inglese che ammiro particolarmente. Sono contentissimo
ma ho le dita spappolate dai tentativi...
29 maggio 1991 - Ho visto il film "Sogni" di Kurosawa. Ho pensato che
certamente un uomo così sensibile meritava un posto alla Ruota del Tempo...
17 febbraio 1992 - Oggi ho trovato una nuova parete a Domusnovas. Ero
da solo e non ero molto convinto della sua bellezza; per di più il cielo
era cupo e tutti i cespugli erano intrisi d'acqua per la pioggia. Mi
sono comunque calato per chiodare la prima via ma quando ho messo la
corda ho scoperto di aver dimenticato a casa la punta del trapano. Ero
talmente incazzato all'idea di aver sprecato i soldi della benzina che
sono tornato a casa senza più voglia di attrezzare. Non ci tornerò.
(Fino al 1986, la parete si chiamerà Animal House).
14 marzo 1992 - Alla Ruota riesco su Master Mind, forse 8a+. Erano
10 giorni che provavo e questa via era diventata un'ossessione. Oggi
per farla ho mangiato solo crakers!
8 novembre 1992 - Il nome della nuova supervia alla Ruota è Obelix.
Questa però mi respinge e ora, fatto nuovo, ci sono molti pretendenti
alla prima libera. Tra noi si è instaurata molta competizione, a volte
un po' stressante e a volte "positiva". Credo che questa volta non sarò
io a liberarla. Oggi c'era anche Ferruccio che abita vicino a Erto;
in pochi tentativi è arrivato quasi in sosta! Sono un po' teso anche
perchè nei primi tentativi si è staccata una tacca e l'ho riappicicata
con la resina. Non mi piace fare di queste cose ma per tutti sembra
una cosa ovvia! Fin dove si può andare?
23 gennaio 1993 - Oggi ho innaugurato un nuovo settore a Chinatown.
Pensavamo che ci fossero solo placche e invece abbiamo trovato anche
gli strapiombi. Stefano mi ha dato una bella idea: si chiamerà Rifondazione
Strapiombista! Sento una voglia irresistibile di tornarci domani!
15 ottobre 1993 - Enzo ha chiodato l'ingresso della grotta è l'ha chiamato
Canneland. _ molto bello ma oggi abbiamo scoperto che sono sparite tutte
le placchette. Gli avevo detto di mettere i fittoni resinati!
15 gennaio 1994 - Sono bloccato per tendinite e ho escogitato una cosa
simpatica per non stare fermo: chiodare. Mattia ha trovato i soldi con
una colletta e insieme abbiamo attrezzato un settore facile sopra la
grotta. Lo chiameremo Puerto Escondido! Sono contento di questo nuovo
corso, non solo vie difficili ma lavorare per creare un bel centro di
arrampicata...
20 gennaio 1994 - La nostra iniziativa ha avuto successo, a Puerto
Escondido c'è il pienone e anche al settore nuovo di poco più basso:
l'Arrampicantro. Che l'arrampicata in Sardegna stia prendendo veramente
il volo?
29 aprile 1995 - Dopo molto tempo ho deciso di chiodare la parete di
fronte alla Ruota del Tempo. Si è rivelata molto interessante. Il suo
nome sarà Sherwood per via del bosco che c'e alla base. Per anni l'abbiamo
avuta davanti al naso, possibile che solo ora mi sia deciso a chiodarla?
17 gennaio 1996 - Mi hanno dato qualche soldo per attrezzare delle
vie. Hanno deciso anche i nomi e le difficoltà! Ho preso di mira una
falesia sopra Sherwood, all'ombra. Oggi c'era un maestrale terribile
e di fronte la Ruota del Tempo risplendeva nel sole. Io invece ero lì
a strappare cespugli dalla parete con il vento che mi entrava nelle
ossa. La chiamerò Polo Negativo... A volte mi accorgo di non avere più
molta motivazione a chiodare falesie, mi attirano più le vie lunghe.
24 gennaio 1996 - Sono tornato dopo molto tempo alla nuova parete,
quella dove avevo rinunciato perchè avevo dimenticato la punta del trapano.
Anche questa volta sono solo e nessuno sa che sono qui. Ho in mente
un'idea. La chioderò tutta di nascosto e farò una sorpresa agli amici.
Oggi ad Animal House sono nate 4 vie! Mi sento eccitato all'idea di
telefonare agli amici quando ci saranno 20 tiri! A volte però mi prende
il panico pensando che in realtà a nessuno interessi quello che sto
facendo...
30 gennaio 1996 - Anche oggi ho chiodato come un matto in solitudine
e ho aggiunto altre 3 vie ad Animal House. Però non resisto e mi sa
che il segreto sarà presto svelato. Questo gioco mi dà un piacere strano
che però mi fa riflettere...
23 febbraio 1996 - Animal House non è più un segreto e allora ho trovato
un'altra parete, Technicolor. Sono qui per chiodarla, anche questa in
gran segreto. Nevica e sono fermo sotto un albero in cima alla parete.
Aspetto che smetta un po' e penso a cosa mi spinga a fare tutto questo.
Nel mio piccolo mi sento vicino ad un'alpinista solitario, solo nella
tormenta, per realizzare qualcosa di assolutamente inutile. I chiodi
domani rimarranno e cento, forse mille persone arrampicheranno sugli
stessi appigli e sugli stessi chiodi che oggi pianterò. Oggi mi sono
ricordato che più di 13 anni fa feci una solitaria sul Becco della Tribolazione
dove mi prese una tormenta di neve in parete: mi ero fermato sotto un
sasso ad aspettare, proprio come oggi. Se fossi caduto nessuno l'avrebbe
mai saputo perchè ero lì di nascosto: avevo 20 anni e mia madre non
mi avrebbe mai perdonato di andare da solo! In fondo, non sono cambiato
molto da allora... e non so cosa ci sia di diverso tra l'alpinista e
il chiodatore.
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