Climbing Areas
METEO
SC STAFF
SardiniaPoint
Case vacanze
 
  <<<Torna alla Home Page

TRE VIE, TRE STILI, TRE MONDI






Sonetaula-tracciato



Sonetaula-disegno







Garfield





Canneland

 

Nel presentare queste tre nuove vie mi è subito saltata all’occhio una particolarità interessante. Queste sono sì le ultime tre vie lunghe aperte in Sardegna, ma appartengono a mondi complementari, essendo state aperte secondo uno stile di apertura radicamente diverso.
Sonetaula infatti è legata alle vie di una volta, quelle che si salivano in una giornata, partendo dal basso e senza il trapano appresso. E’ una via tradizionale ma non è una via antica, è un itinerario figlio del suo tempo, di oggi. Nella sezione difficile, infatti, si affrontano muri compatti, sfruttando le poche possibilità di proteggersi che offre la parete. In molte altre zone sarebbe interamente spittata ma qui è nata così, per garantire un’avventura diversa!

A tutt’altro segno appartiene Garfield, figlia dell’arrampicata sportiva e del divertimento scevro da ogni paura. Una “via plaisir” si direbbe oggi, concepita per far divertire al di fuori da ogni più piccolo stress. E infatti l’apritore si è qui calato dall’alto per infiggere i lucenti spit, compiendo un lavoro impeccabile, non c’è che dire.
Chi può dire se la virtù sta nel mezzo o agli opposti? E chi può dire se Rock Bottom, “la terza via”, sta veramente nel mezzo o sia un qualche cosa di evolutivo? Aperta dal basso e con gli spit, questa via affronta tetti e canne strapiombanti, un terreno prettamente da arrampicata sportiva. Ma la chiodatura ed i passaggi obbligatori le danno quel qualche cosa in più che il semplice monotiro non possiede. Provate per credere!
Dove stia la ragione non lo sappiamo, ognuno ha la sua opinione. Ma certamente potremo dire che virtuoso sarà colui che le ripeterà tutte e tre in buono stile, divertendosi e aprendo una finestra su quell’immenso caleidoscopio che è l’arrampicata…

Supramonte di Oliena, Bruncu Nieddu parete NW
Via “SONETAULA”
Giorgio Caddeo e Maurizio Oviglia il 12/3/2003
Sviluppo 300 m, difficoltà II/R2/6c max (6b/6b+ obbligatorio)
Portare una serie di nut e una di chiodi, friends. In posto tre chiodi.

L’accesso si svolge da Funtana Iscandula seguendo la strada per Preda ‘e Littu, quindi salendo per carrareccia, bosco e pietraia sino alla base (40 minuti)
Vedi accesso su Pietra di Luna al paragrafo Bruncu Nieddu.

La via si sviluppa sulla parete W del Bruncu Nieddu, a sinistra della via “Spalle al Muro”, sul filo di un vago pilastro.
Arrampicata su roccia splendida su muri e diedri di rara bellezza. Nonostante alcuni tratti impegnativi ed obbligatori, merita di divenire una grande classica.
La via è stata dedicata al protagonista del romanzo di Giuseppe Fiori, un giovane bandito barbaricino, espressione della Sardegna più dura, selvaggia e feroce che conosciamo. Una Sardegna che, in fondo, vorremmo che non scomparisse del tutto. Le creste di bianco calcare del Supramonte, gli alberi piegati dal vento, le gocce taglienti sotto le dita, sempre ci ricordano e ci ricorderanno i tempi del bandito Sonetaula, quando anche i visi dei banditi e dei pastori erano come le rocce dietro cui si nascondevano, ed esprimevano, come le rocce stesse, una bellezza austera ed affascinante.

La via attacca una cinquantina di metri a sinistra dell’evidente diedro obliquo di “Spalle al muro”. Salire su una pianta dal ramo piegato, da cui si riesce a passare un alberello con cordino lasciato. Salire uno spigoletto, spostarsi a sinistra nel diedro (6a) e salirlo con un passo obbligatorio (6a+) verso buoni appigli. Salire lo spigolo su belle gocce sino ad un albero. Traversare a destra (5c) in un bel diedro. Quando strapiomba (chiodo lasciato), portarsi a sinistra (6a) verso un buon albero, dove si sosta, S1, 40 m. Proseguire nel diedro, superare due strapiombi (5c) e uscire a sinistra in un lungo e bellissimo diedro (5a) che lascia su una cengia, dove si sosta su due grosse radici, S2 (50 m). A destra per un saltino (4c), poi per cengia erbosa. Salire una larga fessura e portarsi in cima ad una stele triangolare contro le lisce placche verticali e compatte, S3 su spuntone (50 m). Raggiungere un alberello, traversare a destra in placca (chiodo lasciato) e con passo molto difficile (6c, 6b obbl.) guadagnare una buona presa. Ristabilirsi e proseguire sino a buon buco concrezionato. Non salire, ma traversare a destra (6b+, obbligatorio) sino ad un buon punto di sosta, alla base di un diedro giallo, S4 (30 m). Salire il diedro strapiombante di roccia incredibile (6a+) e quando muore la fessura larga uscire per una pancia strapiombante (6b+), proseguendo per fessure sino a cengia, S5 (30 m). Si è ora alla base di un diedro abbattuto con pianta. Seguirlo con piacevole arrampicata (5a) sino alla pianta, poi sulla sinistra per bellissime concrezioni, sostando sullo spigolo che chiude il diedro, S6 (30 m). Riportarsi nel diedro al di sopra di un masso incastrato per fessurine (6a+), indi superare lo splendido diedro liscio (6b) uscendo per fessura diagonale. Proseguire diritto (6a, chiodo lasciato), quindi per magnifiche placche con gigantesche gocce, sino ad un buon terrazzino, S7 (50 m). Superare una fessurina atletica (6a, chiodo) uscendo su cengetta. Da qui si proseguire facilmente verso la vetta del Bruncu Nieddu o traversare da cordino a destra (passo del gatto) alla sosta a spit di “Legittimo Bastardo” e per questa calarsi sino alla base.
Attenzione: calate impressionanti, necessario prusik! Una corda da 75 m o due da 50 m.

Scogliera di Masua (Iglesias)
Via “GARFIELD”

Attrezzata da Flaviano Bessone, dall’alto, novembre 2002
Sviluppo 120 m, difficoltà I/S1/6c+ max (5c+ obbligatorio)
La via è interamente spittata

Accesso dal parcheggio traversando sotto le pareti, al di sopra della zona franosa (10 minuti).
La via inizia con un bel tiro di continuità, su appigli laterali e fessurino. Si prosegue con un tiro di collegamento su belle gocce, sino alla S2 di “Eppure Il vento soffia ancora”. Dopo aver seguito per qualche spit “Hard o Soft?”, la si lascia a destra per proseguire su una placca a movimenti tecnici, veramente molto piacevole. Si lascia la sosta per impegnarsi su un muro a incredibili cannette, solo accennate, sino ad un buon buco, dove si sosta. Si prosegue su uno spigoletto, non banale, sino ai goccioni finali. 5 calate in doppia se si porta una sola corda da 60 m.









Settore di Canneland (Domusnovas)
Via “ROCK BOTTOM”

Maurizio Oviglia e Simone Sarti, dal basso, novembre 2002
Liberata da Maurizio Oviglia, marzo 2002
Sviluppo 90 m, difficoltà I/S2/7c max (6c+ obbligatorio)
La via è interamente spittata.

Rock Bottom inizia dentro la Grotta di San Giovanni, su un muretto (pare nuragico!) su cui occorre fare attenzione alle pietre mobili (!), quindi si afferrano le canne, bellissime, che portano ad un buon punto di riposo. Si prosegue allora su tacche, sempre più piccole, sino ad un traverso un po’ scabroso, che porta sotto il tetto, impressionante, lungo 15 m. Si affronta il tetto in spaccata, poi ci si abbandona appesi ad un’incredibile sequenza di prese che permette si riguadagnare la luce, su una canna, su cui ci si avvinghia sfiniti. Dalla sosta, tra le due canne, sospesi nel vuoto, si attaccano le colonne lucenti e faticose, finendo per un passo obbligato tutt’altro che facile. Più facilmente si guadagna la sosta su un gradino. Vi attende ora un muro difficile, poi una fessura diagonale in cui serve un po’ di morale. Il passo seguente è spettacolare e rappresenta il gran finale, dove il morale va alle stelle!