Nel febbraio del 1994, alla
ricerca di una paretina dove
poter fare un po’ di addestramento
speleologico, guardando attentamente
le rocce sovrastanti la località
di “s’accorru ‘e
crabasa” a Monte Arci,
mi accorsi che gli strapiombi
che un tempo mi incutevano paura
ora mi sembravano quasi dei
muretti. Senza accorgermene
stavo iniziando a tradire la
speleologia. Da diversi mesi
infatti avevo preso a frequentare
la palestra di Artrek, a Cagliari.
Tornai a Monte Arci e tentai
di attrezzare una viuzza per
vedere cosa ne sarebbe uscito
fuori. La parete era molto sporca
di muschio ma ciò non
mi preoccupò affatto,
sapevo che lì avrei aperto
la mia via e così in
circa tre giorni di lavoro e
con il trapano pesantissimo
prestato dal Gruppo Speleo “G.
Spano”, smuschiai e poi
tracciai il mio primo itinerario.
Così Luigi ci racconta
i suoi primi approcci all’arrampicata
e l’apertura della sua
prima via. E poi la scoperta
di Monte Arci, che sarebbe diventata
successivamente la più
frequentata falesia di arrampicata
sportiva nell’oristanese,
con molti itinerari difficili.
Ma Luigi aveva inclinazioni
e carattere che andavano ben
al di là dell’arrampicata
sportiva… Così,
il nostro Luigi comincia a muovere
i primi passi verso il mondo
dell'alpinismo.