Anno
di produzione: estate 2004
Set:
Parete del Sol Levante, Masua, Sardegna
Regia:
Giorgio Caddeo
Soggetto:
da un'idea di Maurizio Oviglia
Attori
protagonisti: Giorgio Caddeo e Vincenzo
Carcangiu
Semplice
comparsa (assai sporadica): il trapano
Trama: la via segue una bellissima e lineare
fessura,
molto evidente, fino ad ora incredibilmente tralasciata
dagli apritori (a spit) delle vie adiacenti. L'idea
è quella di proporre una via che aiuti il
pubblico a amiliarizzare con la posa dei nuts e
friend, avendo però uno o due spit a tiro
che salvino la vita nel caso che lo pettatore non
metta neanche un friend buono e precipiti tipo coyote...
Lo spettatore sarà guidato dal regista lungo
questa fessura, con una sequenza di immagini e movimenti
molto piacevole e mai brutale, una fessura mai rude
ma piuttosto elegante. Una grande avventura nel
cuore di Masua, ormai centro di scalata votato
all'arrampicata sportiva!
Svolgimento:
la via è lunga 140 m e attacca appena a sinistra
di "Arancia meccanica" e a destra di "Eppure
il vento soffia ancora". Serve una serie di
friend, a cui vanno raddoppiate le misure medie
e grosse. Sono utili ma non indispensabili i nut.
Casco consigliato, due corde da 50 o 60 m. La via
è valutabile RS1. Soste attrezzate a spit.
Salire
il camino sulla sua faccia sinistra proteggendosi
su ottime fessurine, sino ad un terrazzino, S1 (30
m, dal 4c al 5b, 1 spit). Salire un muretto e immettersi
nella fessura. Superare un passo difficile (6a+),
protetto da due spi, poi continuare sempre in fessura
più facilmente sino in sosta (S2 30 m). Percorrere
la fessura ora larga con
arrampicata molto piacevole (5c, 1 spit) sino alla
terrazza (S3, 30 m). Seguire sempre la fessura rettilinea,
piuttosto larga, uscendo da uno strapiombo (3 spit,
dal 6a al 6b), sostando al ginepro di fine via (S4,
50 m). Calate consigliate su Arancia Meccanica
Note:
via candidata all'oscar